3 Luglio 2002

La Federconsumatori: «Ci sembra una provocazione».

La Federconsumatori: «Ci sembra
una provocazione». Adiconsum:
«Più che gli arrotondamenti,
preoccupa l?aspetto psicologico»



Trovate che l?euro vi abbia svuotato le tasche? Che dopo la sua introduzione tutto sia diventato un po? più salato? E che non è vero, come sostiene l?Istat, che gli aumenti sono stati minimi? Se avete risposto di sì, e gli arrotondamenti selvaggi proprio non vi vanno giù, venerdì prossimo astenetevi dagli acquisti. La raccomandazione viene da Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, che sulle orme di quello tedesco svoltosi ieri, hanno per dopodomani proclamato uno sciopero dei consumi contro il caro-euro, invitando gli italiani a provvedere oggi e domani a fare tutte le spese necessarie. Dunque: se il vostro frigo è vuoto o dovete fare benzina, pensateci prima. Se invece avete in programma di andare al cinema o a teatro, cambiate i vostri piani o accontentatevi della tv. Questi alcuni consigli che il Codacons dà a chi vuole aderire a quello che già stato ribattezzato lo ?sciopero della spesa“.
E a Pesaro come ci si muoverà? Difficile dirlo. La sede locale della Federconsumatori, ad esempio, non ne sapeva nulla: «Purtroppo, mi cogliete impreparata. Non ci è stato comunicato nessuno sciopero dei consumatori. Ci dispiace. Lo faremo subito presente», esclama Paola Venturi Landini, consulente per la Federconsumatori (Cgil) di Pesaro. Che, comunque, non appare affatto convinta della bontà dell?iniziativa: «Mi pare provocatoria. Non sono molto d?accordo, non credo ci si possa poi astenere dal fare consumi. I rincari ingiustificati li abbiamo già denunciati nei mesi scorsi, comprese anche tutte quelle offerte, prendi tre paghi due, che invece in realtà avevano il prezzo finale maggiorato. Denunce che abbiamo mandato al comitato provinciale per l?euro, che addirittura non so nemmeno se ha preso in considerazione tutti gli aumenti che gli avevamo segnalato. Se l?Istat ha i dati drogati è perché a livello provinciale i dati vengono sottovalutati». Neanche l?avvocato Floro Bisello, delegato provinciale dell?Adusbef (Associazione di utenti bancari, assicurativi e finanziari) sapeva niente dello sciopero dei consumatori di venerdì, ma si è ad ogni modo dichiarato «d?accordissimo». Ne era invece al corrente il procuratore legale Stefano De Bellis di Adiconsum (Cisl), associazione che però non fa parte dell?Intesa di consumatori che ha indetto la protesta nazionale: «Più che aumenti e arrotondamenti, è l?impatto psicologico che conta. La gente è convinta di spendere di meno e in realtà spende di più. Vede 20 e pensa che è 20 mila e invece sono 40 mila. E poi alla fine si rende conto di quello che ha speso. A poco serve scioperare. Si può fare per sensibilizzare i consumatori ad essere più attenti, però il problema rimane: se oggi ci siamo resi conto che con l?euro spendiamo di più, domani spenderemo ancora di più».
Ma quali sono quali i maggiori rincari che si sono verificati a Pesaro? Risponde Bisello: «Arrotondamenti in eccesso su tutti i prodotti, specie nel settore bancario, con i servizi conto corrente, come in quello alimentare e nell?abbigliamento. Anche molti miei associati lamentano che non riescono più a mettere da parte un soldo. Prima riuscivano a risparmiare qualcosa per farsi magari una settimana bianca. Ora invece a fine mese arrivano a pari». E chissà che venerdì non riescano a risparmiare qualche euro praticando una rigorosa astensione. Almeno dagli acquisti compulsivi e non urgenti.

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