La domenica si vende di più Pure l’ Istat sconsiglia lo stop
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fonte:
- Libero
secondo l’ istituto è l’ unico giorno in cui aumentano gli acquirenti tra chi lavora nei fine settimana prevalgono le donne e i giovani
ANTONIO SPAMPINATO Shopping anche di domenica. Non con la stessa intensità del sabato, giorno preferito dagli italiani per fare acquisti nei negozi tradizionali, oppure della settimana lavorativa, ma per molti rilassarsi nel tempo libero vuol dire anche passeggiare per le vie della città o ritrovarsi nei centri commerciali e svuotare il portafogli. E questo ha una conseguenza: più fatturato e posti di lavoro aggiuntivi. Le liberalizzazioni sugli orari e sui giorni di apertura dei negozi avviate dal 2011 con il governo Monti, ha modificato, seppure non ribaltato, il comportamento dei consumatori e le strategie degli esercenti. Da novembre 2013 a ottobre 2014 circa un quarto delle persone di 15 anni e più, pari al 24,2%, ha effettuato acquisti di beni e servizi nella giornata di domenica. Il sabato è il giorno con la più alta incidenza di acquirenti, 51,9%, percentuale che scende al 43% nei giorni feriali. E nel decennio 2003-2014, la domenica risulta l’ unico giorno in cui aumentano gli acquirenti, circa il 2%. I DATI Il conto lo ha fatto l’ Istat, in occasione delle audizioni in commissione Attività produttive della Camera sulle proposte di legge sulla chiusura domenicale degli esercizi commerciali. La politica vuole capire se far abbassare d’ imperio le saracinesche la domenica è una buona idea. Secondo i consumatori e una bella fetta dei negozianti, non lo è. E probabilmente non lo è neppure per chi grazie all’ idea montiana porta a casa uno stipendio o lo incrementa. A meno che non pensi che il posto di lavoro sia salvo a prescindere, allora l’ esperienza di questi dieci anni di crisi è servita a poco o nulla. Non sono pochi i dipendenti impiegati la domenica nei settori del commercio: il dato è sensibilmente più alto rispetto a quello del complesso dell’ economia. Su un totale di 2 milioni di lavoratori stimati nel settore, dice l’ istituto di statistica, circa 628.000 (pari al 30,6%) risultano aver lavorato di domenica almeno una volta nel mese precedente l’ intervista, un dato in costante aumento nell’ ultimo decennio, passando dal 19,6% del 2008 al 30,6% del 2017; tra questi il 20,2% almeno 2 volte nello stesso mese. Sono le donne (il 61,1% dei lavoratori domenicali, rispetto a una quota media sul totale degli occupati pari al 47,8%) e i giovani (il 42,9% ha meno di 35 anni rispetto a una presenza del 35,9% nella media del settore) a lavorare più spesso la domenica. CENTRI COMMERCIALI Questi dati «dimostrano in modo inequivocabile come sia un errore disporre per legge la chiusura dei negozi la domenica e nei giorni festivi», commenta il Codacons. I numeri dell’ Istat «ci dicono che la domenica risulta l’ unico giorno della settimana in cui sono aumentati gli acquirenti nel periodo considerato», spiega il presidente dell’ associazione dei consumatori, Carlo Rienzi. «Occorre inoltre tenere presente che dopo il 2014 e negli ultimi anni sono aumentati a dismisura in Italia i centri commerciali e gli esercizi che rimangono aperti la domenica, fattore che non è considerato dall’ istituto nella sua ricerca ma che influisce in modo significativo sul commercio». E anche se i dati sul fatturato non sono enormi, in un periodo di consumi al palo, «privare il commercio anche di piccole percentuali di vendite registrate la domenica, equivale a condannare a morte migliaia di negozi che proprio grazie allo shopping domenicale riescono a rimanere aperti e coprire le spese». riproduzione riservata.
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