24 Agosto 2003

La domenica del calcio fantasma

Niente Coppa Italia: anche Lecce e Ancona (serie A) si uniscono alla protesta delle 19 squadre «ribelli» della serie cadetta

La domenica del calcio fantasma

Non si gioca ma la schedina c`è. Berlusconi: la serie B si gestica da sola





ROMA – Una sola partita in campo, ma la schedina non salta, anche se il Tredicissimo a questo punto sarà davvero fantasma. Perchè nel caos che ha travolto la serie B, a decidere la colonna vincente saranno gli stessi scommettitori. Non è l`ennesimo paradosso di un`estate calcistica sempre più a corto di regole: con la serrata sempre più massiccia dei club che hanno deciso di disertare oggi la Coppa Italia, la colonna vincente che stasera l`amministrazione dei Monopoli di stato dovrà stilare per il concorso numero 2 della nuova era del Totocalcio sarà pressochè virtuale. Delle 14 gare di Coppa Italia in palinsesto solo una si giocherà realmente (Fiorentina-Prato), per le altre 13 varrà il segno dei tre (1 X 2) percentualmente più pronosticato dagli scommettitori.
L`assenza annunciata di calcio giocato non ha però frenato troppo il gioco degli scommettitori: l`1X2 anche se virtuale avanza. Da ieri sera sono state giocate circa un altro milione di colonne tra Totocalcio, Totogol e `9`, per un totale, a 24 ore dal termine ultimo per compilare la schedina, di circa 3,5 milioni. Per una volta i patiti della schedina diventeranno dei veri giocatori, scendendo virtualmente in campo.



CONFERMATO LO SCIOPERO

I club medio-piccoli, per ora, non mollano, la guerra continua e incalza la scadenza del via ufficiale del grande business. E il weekend non prevede sorprese: c`è chi (Naldi, presidente del Napoli) auspica un passo indietro e una B a 21 squadre e c`è il pacchetto delle 19 ribelli di serie B che incassa la solidarietà del Lecce di serie A (doveva giocare col Brindisi, B) e dell`Ancona (A, avrebbe incontrato la Sambenedettese). C`è poi chi lavora a un accordo per il 2004-05, la A a 20 aumentando subito le promozioni e la B a 22. Fantasie? Certo la politica resterà a guardare tanto che sul caos si alza la voce del premier che ha firmato il decreto.
Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi si chiama fuori, giudicando che «i presidenti della B che vogliono bloccare il campionato sono liberi di gestirsi il loro futuro». Del resto anche il ministro Urbani la pensa così: augurandosi che «il buon senso prevalga», assicura che «il Governo non pensa nè vuole fare di più oltre il decreto salva-calcio» il cui cammino parlamentare (dovrà essere convertito in legge) appare sempre più irto di ostacoli e probabili veti. Tuttavia non è soltanto caos di regole e numeri da incasellare in questo o quel torneo: le tifoserie si scaldano e preparano proteste per dare peso al proprio campanile. A Roma tre ultrà del Martina Franca, la squadra rimasta in C1 per far spazio alla Fiorentina in B, si sono incatenati davanti alla Federcalcio. Gesto simbolico, il loro, ma altri studiano, da Vicenza a Livorno, che addirittura mette i lucchetti allo stadio per non far giocare il Genoa, da Palermo a Trieste, atti più sostanziosi. Come il Cesena (C1, nessuna diversa pretesa) i cui ultrà hanno teso un agguato a quelli del Modena al termine dell`amichevole di ieri: risultato contusi e auto danneggiate, è il primo incidente della stagione che non è nemmeno iniziata.


LA PROTESTA DEI CONSUMATORI

Si apre un altro fronte per il già malandato sistema calcistico colpito da Tar, decreto, polemiche politiche, economiche e sportive. Ultime a scendere in campo sono le associazioni dei consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons, Federconsumatori e Associazione Utenti Sportivi): lo fanno con un comunicato ad una sola voce, un attacco a 360 gradi per diffidare i Monopoli di stato «a non considerare valide le schedine» di cui pretendono anche il sequestro con restituzione dei soldi ai giocatori e per chiedere, entro 48 ore, le dimissioni di Carraro e Petrucci avvertendo che, in caso contrario, chiederanno loro 10 milioni di euro di danni, «5 a testa». Questi gli argomenti della presa di posizione. Carraro e Petrucci vengono indicati come i responsabili «dell`incredibile e grottesca situazione di confusione» che procura «evidenti danni ai consumatori di calcio». Per quel che riguarda invece la schedina di domani (concorso n. 2) l`Intesa delle associazioni ipotizza «la truffa e la frode commerciale“: per questo diffida i Monopoli a annullare le giocate chiarendo di aver già chiesto alla Procura della Repubblica «il sequestro delle schedine». Per l`Intesa infatti, il meccanismo salva-concorso previsto dal nuovo regolamento (se salta una partita in schedina le verrà comunque affidato un segno valido per la giocata) «falsa la previsione dello scommettitore e, quindi, lo inganna» senza contare la questione delle quote che diventano bassissime.

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