1 Luglio 2015

La disoccupazione resta stabile Terzo mese fuori deflazione

La disoccupazione resta stabile Terzo mese fuori deflazione

ma dopo l’ aumento di aprile, in maggio gli occupati in italia diminuiscono dello 0,3%
ROMA. Dopo l’ aumento del mese di aprile (+0,6%), a maggio 2015 gli occupati diminuiscono dello 0,3% (-63 mila) rispetto al mese precedente. Il tasso di occupazione, pari al 55,9%, cala nell’ ultimo mese di 0,1 punti percentuali. Rispetto a maggio 2014, l’ occupazione cresce dello 0,3% (+60 mila) e il tasso di occupazione di 0,3 punti. Lo ha reso noto ieri l’ Istat. Il numero di disoccupati rimane sostanzialmente invariato su base mensile. Dopo la crecita registrata a febbraio e a marzo e il calo di aprile, a maggio il tasso di disoccupazione resta invariato rispetto al mese preceden teal 12,4%. Inattivi. Nei dodici mesi il numero di disoccupati è diminuito dell’ 1,8% (-59 mila) e il tasso di disoccupazione di 0,2 punti percentuali. Il numero di individui inattivi tra i 15 e i 64 anni aumenta nell’ ultimo mese (+0,3%, pari a +36 mila), dopo il calo dei quattro mesi precedenti. Il tasso di inattività, pari al 36%, aumenta di 0,1 punti percentuali. Su base annua gli inattivi diminuiscono dello 0,9% (-135 mila) e il tasso di inattività di 0,2 punti. Il tasso di occupazione giovanile, pari al 15%, diminuisce di 0,4 punti percentuali rispetto al mese precedente. Il numero di giovani disoccupati diminuisce su base mensile (-20 mila, pari a-3,1%). Il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, cioè la quota di giovani disoccupati sul totale di quelli attivi (occupati e disoccupati) è pari al 41,5%, in calo di 0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente. Inflazione. Intanto, giugno conferma la mini -inflazione di maggio, lo 0,1%. E i prezzi al consumo aumentano della stessa entità anche rispetto al mese precedente, sempre secondo l’ Istat. Siamo al terzo mese fuori dalla deflazione, ma ancora il tasso non torna su livelli di sicurezza nonostante gli sforzi della Banca centrale europea per portarlo vicino al 2%. Nell’ insieme dell’ Eurozona, Eurostat indica un’ inflazione addirittura in frenata allo 0,2% dallo 0,3% di maggio nonostante le immissioni di liquidità di 60 miliardi al mese del quantitative easing di Mario Draghi. Tornando in Italia, l’ inflazione di fondo, al netto degli alimentari non lavorati e dei beni energetici, è ferma allo 0,6% e sono stabili anche i prezzi del cosiddetto «carrello della spesa». Il «carrello». I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona hanno infatti una crescita congiunturale nulla e una crescita tendenziale dello 0,8%, la stessa di maggio. Il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, vede il bicchiere mezzo pieno e osserva come sia «positivo» il dato sui prezzi perché «conferma il proseguimento del percorso di uscita dalla deflazione». Più pessimista, il presidente di Confesercenti, Massimo Vi voli, ritiene l’ inflazione «sostenuta principalmente da fattori stagionali: segno di una domanda interna ancora troppo debole, seppure in miglioramento». Mentre il presidente di Federdistribuzione, Giovanni Cobolli Gigli, parla di un Paese «in stallo» e chiede provvedimenti per rilanciare i consumi. I prezzi quasi stagnanti non fanno sorridere neanche le associazioni dei consumatori, perché ostacolano un autentico rilancio dell’ economia. L’ inflazione allo 0,1% è «insufficiente per la ripresa dei prezzi al dettaglio», afferma il Codacons.

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