8 Ottobre 2009

La direttrice nel mirino del pm: è indagata

L’ex dipendente viene accusata di appropriazione indebita I legali della donna «Costretta a dimettersi ma spiegherà tutto»

 
REGGIO. Per il momento non vi sarebbe l’intenzione d’interrogarla in procura, ma «qualcosa» s’è mosso nell’inchiesta e l’ex direttrice Maria Maniscalco è ora indagata per appropriazione indebita. Da giorni la guardia di finanza sta facendo accertamenti nell’agenzia 7 Unicredit di via Gattalupa e si tratta di verifiche che richiederanno parecchio tempo (in un clima, a quanto pare, di massima collaborazione con gli ispettori della banca).  Parallelamente stanno giungendo nell’ufficio del pm Katia Marino – che coordina le indagini – non pochi esposti: il primo è stato quello della stessa Unicredit, poi sono arrivate le denunce del Codacons (che rappresenta una settantina di clienti beffati) e di alcuni avvocati (a cui si sono rivolti altri correntisti). Esposti che – con le loro varie particolarità – stanno dando la «misura» di quanto accaduto nell’agenzia, il che potrebbe portare ad ulteriori ipotesi di reato ma anche all’iscrizione di altre persone (i clienti bisognosi di liquidità e senza alcun conto corrente?) nel registro degli indagati. Una pista, quest’ultima, che sembra trasparire dall’unica nota della banca diffusa alla stampa: «Ogni posizione sarà chiarita al fine di individuare tutti i soggetti responsabili dell’accaduto». E l’ex direttrice – che ha avuto la solidarietà di un sacerdote (don Mario Gasparini della parrocchia dello Spirito Santo) e di un gruppo di 18 cittadini – come replica alle accuse che le arrivano sia dalla banca e dalla procura? «E’ stata costretta alle dimissioni – dicono gli avvocati Giovanni Tarquini e Paola Fontana – in circostanze ancora tutte da chiarire. La nostra assistita assicura di non essersi appropriata nemmeno di un euro e può ricostruire le posizioni dei clienti che ha seguito sino al giorno delle dimissioni».
 

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