La Digos ordina: vietato disturbare la Boschi
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fonte:
- La Verità
non solo renzi: un cordone protettivo salvaguarda la sottosegretaria dalle proteste dei risparmiatori delle «quattro banchette» azzerate dal decreto del 2015. ma il 4 ottobre, a roma, sarà difficile fermare la manifestazione nazionale dei truffati dagli istituti
Giacomo amadoriMolti risparmiatori delle «quattro banchette» azzerate dal decreto Salvabanche, stanno subendo, come abbiamo raccontato ieri e domenica, oltre al danno pure la beffa, ovvero l’ umiliazione della schedatura. Chi si è unito in comitati e associazioni per difendere i propri interessi viene sorvegliato dalle Digos delle varie province e bloccato quando è in procinto di avvicinarsi a una manifestazione in cui sia prevista la presenza dell’ ex premier Matteo Renzi. Un cordone sanitario che non protegge solo il fu Rottamatore, ma anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi, figlia dell’ ex vicepresidente di Banca Etruria, quel Pier Luigi Boschi che per salvare l’ istituto ingaggiò come consulente il bancarottiere più famoso d’ Italia, il faccendiere sardo Flavio Carboni. In provincia di Arezzo, riuscire a contestare cotanta famiglia è un miraggio e ogni manifestazione di dissenso viene silenziata o arginata. E se la mordacchia non sortisce effetto, saltano le teste. Emblematico il caso della sfilata del 28 febbraio 2016, quando circa 300 manifestanti del comitato «Vittime del Salvabanche» riuscirono ad arrivare sino al cancello della villa dell’ allora ministro per le Riforme costituzionali. Nelle settimane successive vennero trasferiti prefetto e questore di Arezzo: «Quest’ ultimo, Enrico Moja, dopo l’ addio, mi ha chiamato per dirmi di sentirsi anche lui come uno dei truffati di Banca Etruria» ricorda Letizia Giorgianni, giornalista e presidente del comitato. Secondo l’ attivista avrebbero perso il posto anche la comandante della stazione dei carabinieri di Laterina e persino il prete del paese: «Ci aveva dato la sua benedizione. Dopo tre giorni è stato sostituito da un sacerdote extracomunitario che la prima volta che ci ha visti si è chiuso in canonica e non ci ha voluti nemmeno salutare». Il 25 settembre 2016 i risparmiatori truffati hanno ritentato l’ avvicinamento a Laterina con un’ altra manifestazione autorizzata dalla Questura. Stavolta, però, ad attenderli hanno trovato un dispiegamento di forze degno di ben altro evento. Tanto che il deputato Daniele Pesco dei 5stelle e altri colleghi hanno presentato un’ interpellanza in Parlamento, indirizzata anche a Renzi e Boschi.Un documento in cui si leggeva: «Si stima che tra posti di blocco e luogo della manifestazione, fossero presenti circa 150 agenti () e sarebbero intervenuti anche fotografi della polizia scientifica e reparti speciali in borghese, muniti di videocamere e macchine fotografiche, utilizzate per registrare video e scattare foto ai manifestanti e alle targhe delle loro auto». I parlamentari grillini nell’ occasione domandarono «perché pacifici cittadini, per la quasi totalità pensionati, siano stati fotografati e probabilmente schedati». Nel marzo scorso Mario Agnelli, il sindaco di Castiglion Fiorentino, comune in provincia di Arezzo, ha incontrato in municipio, in segno di solidarietà, una delegazione di risparmiatori rovinati. Anche quel giorno le «Vittime del Salvabanche» si sono trovate di fronte divise e camionette delle forze dell’ ordine. La presidente Giorgianni ha documentato l’ accoglienza con foto e commento su Facebook: «E mentre tutto questo dispiegamento di forze armate faceva bella mostra di sé a fianco di una trentina di risparmiatori () ad Arezzo agivano indisturbati spacciatori, ladri e gang». Nonostante tutte queste contromisure, a giugno, alcuni contestatori sono riusciti, nottetempo, ad appendere per le vie di Laterina diversi striscioni, tra cui un allusivo «Imboscatevi tutto». Ma se Renzi e Maria Elena, o i loro servi sciocchi, preferiscono scoraggiare la protesta, i due rischiano di essere subissati di fischi a Roma il prossimo 4 ottobre, quando le varie associazioni di truffati dalle banche organizzeranno davanti al Parlamento una grande manifestazione per la prima giornata nazionale del risparmio tradito. «Ci saranno almeno 14 sigle, dall’ Adusbef al Codacons ai nostri comitati» spiega Patrizio Miatello, presidente dell’ associazione Ezzelino III da Onara, che organizza la protesta dei truffati di Veneto Banca e della Popolare di Vicenza. «A giugno e ad agosto abbiamo registrato altri due suicidi di altrettanti azionisti che si sono impiccati. Ci avevano promesso un fondo per le situazioni più gravi, sto parlando di 8.000 casi sociali, e se lo sono rimangiato perché le banche sono andate in amministrazione coatta. Ma adesso ci faremo sentire». Venerdì prossimo Miatello, imprenditore nel settore dei trasporti su gomma, ha intenzione di presentarsi alla festa dell’ Unità di Padova dove è attesa la Boschi: «Le voglio recapitare l’ invito per la nostra kermesse del 4 ottobre, che vorremmo sia una festa». Obiettiamo che quasi certamente lo bloccheranno all’ ingresso: «Vedrà che, in una maniera o nell’ altra, riuscirò a entrare: ho molta fantasia, siamo nel giusto e non siamo violenti. Alla fine, io, con la Boschi ci andrò a cena» ribatte con un sorriso. In ogni caso la manifestazione di ottobre sembra preoccupare e non poco il ministero dell’ Interno. Ce lo conferma una delle pasionarie del comitato «No Salvabanche», Milena Zaggia, 55 anni, azionista defraudata della Cassa di risparmio di Ferrara, bloccata già due volte dalla Digos mentre cercava di aver un incontro con Renzi: «Non so se ci pedinino o ci intercettino, ma le posso dire che mi hanno già contattato telefonicamente dalla Digos di Ferrara per domandarmi chi farà parte della delegazione che verrà ricevuta in Parlamento». Una rappresentanza che dovrebbe entrare a Montecitorio per ricevere notizie sull’ istituzione e il finanziamento, promessi da mesi, di un fondo di solidarietà per le vittime dei reati societari degli amministratori bancari.In attesa dell’ evento del 4 ottobre, domenica prossima, Renzi sarà ad Arezzo, dove, probabilmente accompagnato dalla padrona di casa Maria Elena Boschi, presenterà alla festa del Pd il suo libro Avanti. Non è escluso che ad attenderli ci siano gli obbligazionisti imbrogliati di Banca Etruria. Anche se gli attivisti preferiscono non preannunciare le loro intenzioni per non essere, eventualmente, bloccati.
giacomo amadori
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