La differenziata non cresce più
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fonte:
- La Stampa
RIFIUTI. SI E’ ATTESTATA TRA IL 47 E IL 49% La differenziata non cresce più
La raccolta differenziata ad Aosta è arrivata al suo limite fisiologico? Secondo l’assessore comunale all’Ambiente Delio Donzel sì: «La componente di rifiuti differenziati nel capoluogo – ha spiegato – si è attestata tra il 47 e il 49 per cento. Dubito che possa crescere ancora di molto, a meno che non si decida di differenziare anche il cosiddetto "umido"». Donzel si riferisce ai residui alimentari e agli scarti delle lavorazioni di giardinaggio, che si prestano ad essere riciclati per diventare concime e che rappresentano un terzo dei rifiuti urbani. L’idea di estendere la differenziata anche all’umido trova subito d’accordo le associazioni (Legambiente Vda, Amici del Viale della Pace, Codacons VdA, Diritto al futuro, Comitato rifiuti Zero VdA) che ad agosto hanno inviato ai consiglieri regionali e ai sindaci una lettera per proporre strategie di riduzione dei rifiuti. «Di sicuro interesse sono le iniziative che vanno nella direzione della riduzione dei rifiuti e volte a incentivare la raccolta differenziata anche dell’umido» commenta Andrea Piccirilli, che ricorda: «Non è un caso che nella nostra lettera avessimo rilevato il ritardo da parte delle autorità di puntare anche sulla raccolta dell’umido attraverso sacchetti biodegrabili». Secondo Donzel l’estensione all’umido porterebbe la differenziata tra il 60 e il 65%. «Io sarei anche favorevole – dice – ma le scelte della Regione hanno percorso finora altre strade». «In realtà – puntualizza Manuela Zublena, assessore regionale all’Ambiente – non siamo insensibili alle questioni relative ai rifiuti umidi. Le normative esistenti favoriscono, ad esempio, il compostaggio domestico attraverso il riciclo degli sfalci e dei residui di orti e giardini. Quando verrà il momento di introdurre, al posto della tassa, la tariffa sui rifiuti, le Comunità montane potranno adottare riduzioni rivolte ai cittadini che adottano questa metodologia. Mi rendo conto, tuttavia, che il compostaggio domestico sia facilmente realizzabile nei paesi e molto meno ad Aosta». Il punto è che la discarica di Brissogne non ha, al momento, impianti adeguati per il trattamento su larga scala dell’umido: «Siamo in una fase di transizione, la Regione sta ripensando le strategie dei rifiuti, badando anche a questo. La discarica lavora già gli scarti del verde, producendo un compost di alta qualità utilizzabile come concime. Ma nessuno ne ha fatto richiesta.
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