8 Gennaio 2010

“La difesa gratuita? Non esiste”

 
Non entrano nel caso specifico, ma una cosa, i vertici del Codacons la dicono chiaramente: chi si è rivolto al Codacons sperando in un supporto legale gratuito ha sbagliato indirizzo. Il Collegio di presidenza del Codacons risponde alle domande della Gazzetta, dopo che alla vicenda Unicredit (il caso dei clienti rimasti a secco per una serie mostruosa di ammanchi verificatisi all’ agenzia di via della Gattalupa) si erano aggiunte le polemiche per le parcelle salate di Bruno Barbieri, il legale del Codacons che ha assistito buona parte dei correntisti raggirati in questa vicenda. Un associato Codacons che non ha avuto necessità di un processo ma ha risolto la propria vicenda (l’ ammanco bancario) in maniera stragiudiziale non ha diritto a ciò che prevede lo statuto Codacons cioè la difesa gratuita? «Lo statuto Codacons non prevede assolutamente la difesa gratuita di nessuno. I numerosi cittadini che si avvicinano al Codacons con l’ idea di essere difesi gratuitamente sono quelli che vengono primi tra tutti dissuasi dall’ iscriversi e invitati a recarsi altrove. La iscrizione all’ associazione prevede soltanto, a favore di chi si iscrive, consigli e pareri legali gratuiti che non comportino peraltro la formalizzazione di atti scritti o ancor di più atti giudiziari. Una volta fornito il consiglio all’ iscritto i consulenti del Codacons, che peraltro molto spesso non sono avvocati, se è necessario avviare un’ azione giudiziaria lo fanno presente all’ iscritto invitandolo a reperire un avvocato. Se l’ iscritto lo richiede il consulente può fornire informazioni su avvocati che lavorano in tanti altri settori in modo volontario per l’ associazione e che sono impegnati a praticare al cittadino che a loro si rivolgono tariffe non superiori agli ex minimi delle tariffe professionali fissate dai decreti ministeriali vigenti». Il patto di quota lite non è da considerare, oggettivamente, un metodo molto aggressivo per calcolare le parcelle dei legali Codacons? «Il patto di quota lite è tutto l’ opposto di un metodo "aggressivo" per calcolare le parcelle dei legali, e ciò indipendentemente dal fatto che siano legali che lavorano anche per il Codacons o no. Il patto di quota lite serve anzi per consentire l’ accesso alla giustizia ai meno abbienti ossia a coloro che non hanno la possibilità di pagare gli anticipi e poi le spese di una procedura costosa che può anche andare male e per recuperare molte volte piccole somme. Il patto di quota lite, quindi, si stipula normalmente solo quando vi è alta possibilità di soluzione positiva della vertenza poiché solo in tal caso l’ avvocato è disposto ad anticipare le spese ingenti di un giudizio nella speranza, o quasi certezza, che la causa sarà vinta. I legali del Codacons, molto generosamente, quando stipulano patti di quota lite lo fanno spesso anche per cause in cui c’ è una bassa possibilità di soluzione favorevole della vertenza. E questo rende costoro meritevoli di apprezzamento e giudizi lusinghieri, visto che se la causa va male tutte le spese sono a loro carico». La percentuale del patto di quota lite è stata calcolata su quanto concretamente recuperato o sul presunto ammanco identificato all’ inizio? «Riguardo al caso concreto di come è stato calcolato il patto di quota lite, poichè tale patto non intercorre tra associazione e consumatore, ma tra il consumatore e un legale del libero foro da lui scelto, il Codacons, che non prende nemmeno un euro da questo patto di quota lite, non è in grado di rispondere alla domanda. In linea generale comunque il calcolo del patto di quota lite può essere fatto sia per quanto effettivamente recuperato sia sul presunto ammanco identificato all’ inizio, purchè quanto pattuito venga chiaramente indicato per iscritto nel patto stesso». La prassi seguita a Reggio, cioè la richiesta al cliente della quota associativa Codacons e poi il mandato al legale Codacons tramite il patto di quota lite firmato sempre dal cliente, è un metodo applicato in campo nazionale dal Codacons? «Non esiste un metodo applicato in campo nazionale dal Codacons in merito alle modalità del rapporto tra legali e consumatori, poiché il Codacons non fornisce, si ripete, assistenza legale diretta a nessuno, e quindi ciascun professionista, fermo quanto detto sopra, è libero di regolarsi come crede rispettando i principi di correttezza che sono previsti nel codice deontologico degli avvocati».
 

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