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15 Novembre 2019

«La devastazione causata dai lavori alle bocche di porto»

MESTRE Una denuncia per danneggiamento al patrimonio storico artistico nazionale è stata depositata in Procura. Per il Codacons del Veneto esisterebbe un nesso diretto tra la devastante marea di martedì notte e l’ avanzamento dei lavori del Mose che avrebbero modificato la morfologia lagunare causando una maggiore frequenza dell’ acqua alta. «In questi anni siamo stati abbagliati dall’ aspetto corruttivo che ha accompagnato questa opera – spiega Franco Conte, presidente Codacons Veneto – ma abbiamo dimenticato come questa corruzione abbia distolto l’ attenzione sulla coerenza tra il Mose e l’ obiettivo di salvare Venezia. Siamo convinti che la cupola che ha gestito il Consorzio Venezia Nuova si sia adoperata unicamente affinché l’ opera venisse realizzata a ogni costo, facendola costare il più possibile me senza che vi fosse un’ analisi tecnica seria che dimostrasse che il Mose avrebbe realmente funzionato». Oltre a presentare la denuncia il Codacons chiede anche l’ immediata sospensione dei lavori del sistema di paratoie mobili, per consentire un’ indagine tecnica internazionale che ne verifichi il funzionamento ed eventualmente i danni prodotti alla città di Venezia. «Da tecnici avevamo previsto tutto quello che sta succedendo osserva l’ ingegnere Vincenzo Di Tella, relatore di un progetto di paratoie alternativo al Mose a suo tempo bocciato – e lo abbiamo messo nero su bianco in un libro. Per costruire il Mose hanno dovuto scavare le bocche di porto per cui oggi in laguna l’ acqua entra più velocemente e con maggiore frequenza. Abbiamo poi scoperto che le prove in vasca fatte in Olanda e a Voltabarozzo non erano adatte a dimostrare la validità del Mose, eppure questi risultati sono stati occultati». (p.gui.)

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