30 Maggio 2003

LA DENUNCIA DELLE ASSOCIAZIONI


Aumenti oltre il trecento per cento ormai rispetto ai dati degli ultimi anni, difficoltà a rinnovare le polizze anche se non si sono fatti incidenti, porte chiuse per chi oltre la Rc auto «osa» chiedere la copertura pure per incendio e furto, infine un?ampia probabilità di sentirsi dire di no alla richiesta per assicurare un semplice motorino. È il consueto quadro nero della situazione-assicurazioni in città, anche dopo gli ultimi segnali che dal governo sembravano invitare i contribuenti ad avere fiducia nel prossimo futuro.
Pensieri e parole di Ciro Pesacane, responsabile dell?associazione consumatori: «Siamo davvero al limite, è vero che a livello nazionale le cose non vanno molto meglio, ma intanto Napoli sconta la situazione più complicata. E qualche giorno fa, quando ho fatto l?ennesimo sondaggio, mi sono sentito un?altra volta rispondere: no, il motorino non possiamo assicurarglielo, perché Napoli è una città a rischio».
Come se ne esce? «Aspetteremo ancora un po? – afferma Pesacane – il ministro Marzano ci aveva dato una piccola speranza. Ma le cose continuano ad andare male. Né si può pensare di lasciarsi andare alla rassegnazione. Sarà inevitabile, dopo l?estate, il ritorno dei consumatori sul piede di guerra: abbiamo in animo di dare vita ad una nuova protesta, a nuove petizioni, perché le cose cambino. Non è possibile, infatti, che la liberalizzazione abbia poi di fatto finito per favorire l?istituzione di una sorta di cartello, nell?ambito del quale in fondo la maggioranza delle compagnie assumono gli stessi atteggiamenti nei confronti dei cittadini».
D?altro canto, lo scenario complessivo è a tutti noto: il rapporto annuale Istat ha confermato la crescita del tutto fuori controllo di prezzi e tariffe. Ben oltre, sottolineano le associazioni dei consumatori, i livelli contenuti dei quali aveva parlato il ministro Marzano circa una decina di giorni fa in Parlamento, a proposito degli aumenti Rc auto. Anzi. La tariffa è rincarata secondo l?Istat del 7,7% nel primo trimestre 2003 e del 9,1% nel quarto trimestre 2002, con un aumento medio nel semestre ottobre-marzo dell?8,4%: mentre il ministro Marzano, ricordano i consumatori, aveva parlato di aumenti intorno all?1,9%.
Insomma, altro che raffreddamento dei premi assicurativi. Del resto è anche per questo – è notizia dell?altro giorno – che alcune associazioni di consumatori non hanno aderito al patto anti-rincari siglato al ministero delle attività produttive. Tra queste l?Adusbef, il Codacons e Federconsumatori che hanno ribadito: nessun pregiudizio nel firmare protocolli sull?rc auto, purché gli accordi favoriscano concretamente i contribuenti e non vadano a vantaggio esclusivo delle compagnie di assicurazioni. Tant?è che le tre associazioni si sono definite «sempre pronte a sottoscrivere protocolli che dovessero portare vantaggi ai consumatori», ma hanno constatato «che finora gli assicurati, oltre a subire il danno di tariffe di rc auto fuori controllo, che piuttosto che raffreddarsi sono aumentate, hanno dovuto subire la beffa delle promesse da marinaio del ministro e dell?Ania».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this