La denuncia del Codacons Via Rafastia, degrado nell’area della bomba
-
fonte:
- Corriere del Mezzogiorno
SALERNO Da quando il 14 settembre è stato disinnescato l’ordigno bellico con l’evacuazione di cinquemila persone, l’area di via Rafastia si è trasformata in una discarica a cielo aperto. È questa la fotografia che il Codacons di Salerno, presieduto da Enrico Marchetti, ha scattato all’area prospiciente piazza San Francesco, nel cuore della city. A quasi nove mesi dalla rimozione della bomba, ritrovata all’interno del cantiere aperto in via Rafastia per la realizzazione di un complesso di box auto pertinenziali, la vivibilità della zona è precipitata. Il cantiere è fermo da settembre, con due ditte che si sono succedute ed entrambe hanno abbandonato i lavori. Ecco perché il Codacons si è rivolto al sindaco Vincenzo De Luca per chiedere un immediato intervento: «Riceviamo continuamente lamentele – scrive Marchetti – la situazione di degrado è, a dir poco, scandalosa: ratti più simili a gatti, rane e rospi grosse come civette, zanzare che mai prima di ora si erano viste nella zona, stagni che collaborano alla loro creazione, il tutto in uno spazio completamente abbandonato, recintato sì, ma comunque non privo di rischi laddove il recinto è appena segnato da reti metalliche eccessivamente leggere. Anche il marciapiedi ormai è inesistente con mattonelle sconnesse e auto che vi sostano sopra». In un altro cantiere, invece, quello di piazza Sant’Agostino, la Soprintendenza archeologica è al lavoro su alcune strutture murarie venute alla luce durante i lavori di riqualificazione. «Al momento stiamo effettuando ancora gli scavi – spiega la sovrintendente archeologa Maria Luisa Nava – dobbiamo capire bene di cosa si tratta. Sotto la piazza c’è di tutto: sovrapposizioni di varie epoche e persino resti di un palazzo che è stato abbattuto». Gli esperti sperano di aver rinvenuto nuovi segni della Salerno medievale.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- AMBIENTE
