4 Dicembre 2020

La denuncia del Codacons “Minacciato nostro legale”

Un legale del Codacons sarebbe stato minacciato da uno degli avvocati degli imputati nel processo per il presunto disastro ambientale causato dall’Ilva denominato “Ambiente Svenduto”, in corso di svolgimento dinanzi alla Corte d’Assise di Taranto. È quanto denuncia la stessa associazione, che si è costituita parte civile nel dibattimento, sostenendo che uno dei legali della difesa «avrebbe affermato, rivolgendosi ai difensori del Codacons: “Dopo ti spacco la testa”. Una frase minacciosa – si aggiunge – che non è passata inosservata a diverse persone presenti in aula, tanto da costringere l’avvocato del Codacons a verbalizzare la propria preoccupazione nel dover riprendere a porre le domande a un consulente delle difese di alcuni imputati». L’associazione dei consumatori stigmatizza anche la presunta «strategia ostruzionistica» della difesa «condannata dalla stessa Corte.  Un gesto di forte nervosismo – conclude la nota – nell’attesa che venerdì il Tar del Lazio si pronunci sulla abnorme richiesta dell’ex Ilva di prolungare i tempi della bonifica ambientale, richiesta cui si oppone sia il Ministro dell’Ambiente che il Codacons». Il riferimento è all’udienza in cui il Tribunale amministrativo regionale dovrà pronunciarsi nel merito, dopo aver accolto la richiesta di sospensiva, sul ricorso presentato dalla multinazionale contro il decreto del Ministro dell’Ambiente Sergio Costa che ha prorogato il termine per la copertura dei nastri trasportatori del siderurgico di Taranto (prescrizione ambientale n. al 30 aprile 2021, in anticipo dunque rispetto ai 14 mesi chiesti dall’azienda e in scadenza al 31 luglio 2021. L’impugnativa di ArcelorMittal riguarda anche l’anticipazione della data di ultimazione degli interventi per nastri e torri in quota al 31 gennaio 2021

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