5 Luglio 2007

La denuncia del codacons “La musica costa troppo cara“

Roma. La flessione dell`attività concertistica è l`unico dato in controtendenza di un anno all`insegna della ripresa per lo spettacolo. E forse c`è una spiegazione: la musica costa cara. Troppo. E non solo i dischi, venduti a caro prezzo con l`alibi della pirateria. Il Codacons aveva appena lanciato l`allarme concerti, contestando i 177 euro da spendere per i Rolling Stones, e poi la data romana per Barbra Streisand (poi annullata) con prezzi da collezionisti: da 850 euro (+ prevendita) per la platea numerata, fino ai 135 (+ prevendita) per la curva. Di seguito riportiamo alcune annotazioni fatte dal Codacons dopo aver monitorato i concerti appena fatti o quelli degli artisti in arrivo. Oltre ai costi sempre più cari, si nota che la situazione non cambia da una metropoli come Roma o Milano a una città di media grandezza. Per il concerto dei Rolling Stones a Roma si spende fino a 177 euro, per quello degli Who a Verona fino a 105,80 euro, per George Michael a Roma occorre sborsare fino a 92 euro. Carissimi anche gli italiani: Laura Pausini a Milano arriva fino a 57,50 euro, per Fiorello il posto migliore costa 63 euro, Pino Daniele 51,75 euro, Elisa 46 euro. I prezzi schizzati verso l`alto in pochissimi anni: i Foo Fighters nel `97 costavano 32mila lire, Bob Dylan 36mila lire nel `98 (oggi 51,80 euro), Jamiroquai 32mila lire nel `95, Depeche Mode 42mila lire nel `98, Oasis 40mila lire nel `97. “Chiediamo ai Comuni delle varie città che ospitano gli eventi in calendario – dice Carlo Rienzi, presidente del Codacons, di spingere sugli organizzatori e sugli artisti per ridurre i prezzi. Un`azione più incisiva sulle tariffe degli eventi deve essere avviata dai Comuni quando concerti e spettacoli vengono ospitati da strutture legate al comune stesso“.

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