La denuncia del Codacons «Il telefono per i vaccini? Costantemente “muto
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fonte:
- Gazzetta del Sud
«Sono tantissime le segnalazioni legate al numero per le prenotazioni dell’Asp di Catanzaro. Cittadini esasperati che lamentano di non riuscire a parlare con un operatore. Quel numero “irraggiungibile” è la cartina di tornasole del fallimento del piano vaccini in Calabria». È quanto afferma in una nota il Codacons Calabria. «Ma non solo ricevere una risposta dal numero fisso risulta una chimera – prosegue la nota -, anche quello temporaneamente attivato per fronteggiare l’emergenza rimane tristemente muto. Oggi (ieri, ndr), per verificare la fondatezza delle protese, abbiamo voluto provare a metterci in contatto – negli orari indicati – con l’Asp senza purtroppo riuscirci. Dopo un’intera mattinata di ripetuti tentativi traspare uno stato di disorganizzazione, incertezza, confusione, in cui versa il servizio sanitario regionale. Una situazione di totale precarietà che desta maggiori preoccupazioni rispetto ai rischi per la salute. Forse, prima di pensare a “giocare” sui social, sarebbe opportuno provare a garantire servizi reali ai cittadini. La situazione per come viene descritta – conclude il Codacons – integra ipotesi penalmente rilevanti, come l’interruzione di un pubblico servizio. Per questo motivo abbiamo chiesto alla magistratura di avviare indagini sul territorio». L’appello di Indolfi Oltre che agli ottantenni, la priorità nella somministrazione dei vaccini dovrebbe riguardare anche i pazienAntonella Scalzi Ricorso accolto e nomina del commissario ad acta. Sulla stipula del contratto 2020 tra l’Azienda sanitaria provinciale e il Sant’Anna Hospital non può calare il sipario ed entro 60 giorni l’Asp dovrà produrre una determina che indichi la volontà o meno di stipulare l’accordo teso a regolamentare l’erogazione delle prestazioni sanitarie riconducibili allo scorso anno. Così ha sentenziato ieri il Tribunale amministrativo regionale nel giudizio di merito che riconosce le ragioni della clinica cardiologica, difesa dall’avvocato Alfredo Gualtieri, riguardo al blocco di un iter già avviato. Il ricorso era scattato a novembre e, con il giudizio di ieri, la struttura che attende la firma del commissario ad acta per il Piano di rientro sul rinnovo dell’accreditamento ha incassato il secondo parere favorevole in poco più di un mese. Prima la sospensione dei provvedimenti con i quali, la sera dell’antivigilia antivigilia di Natale, l’Asp decretò lo stop di ricoveri e interventi, poi il riconoscimento dell’obbligo giuridico, sempre in capo all’Asp di decidere sulla stipula del contratto 2020. Il primo provvedimento però reti cardiopatici e con patologie neoplastiche o ematologiche. È quanto chiede il professore Ciro Indolfi, presidente della Società italiana di cardiologia e direttore della Cardiologia del campus dell’Università Magna Graecia. «Finalmente – afferma Indolfi – abbiamo 3 vaccini disponibili per la pandemia Covid 19 e tra poco molti altri. In uno sforzo senza precedenti la ricerca scientifica in poco più di 10 mesi, ha creato, sperimentato e reso disponibili i vaccini per il Covid 19. Tuttavia, per il limitato numero di dosi disponibili, è necessario effettuare una priorità nella scelta dei soggetti da vaccinare. Lo stato, la politica la sanità devono confrontarsi con l’enorme problema etico di come allocare le risorse limitate del vaccino che ha dimostrato una sicurezza ed efficacia nel prevenire la malattia. Non va dimenticato che lo scompenso cardiaco è stato associato ad un’aumentata mortalità o necessità di ventilazione meccanica».
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