29 Agosto 2007

La denuncia dei consumatori e della Coldiretti

PREZZO del latte alle stelle. Addirittura un litro può costare più della benzina. Ma non solo. A lievitare è anche il prezzo del pane e di molti altri beni alimentari di prima necessità. La denuncia arriva dalle associazioni dei consumatori, ma anche la Coldiretti scende in campo. “È aumentato del 419% il prezzo del pane negli ultimi 20 anni, nonostante quello del grano sia continuamente diminuito ed oggi risulti addirittura inferiore a quello pagato agli imprenditori agricoli nel 1985“, rileva l`associazione degli agricoltori in una nota sottolineando che “il livello dei prezzi in agricoltura non offre giustificazioni credibili agli aumenti annunciati in autunno per i derivati dei cereali come pane, pastasciutta, dolci e biscotti“. Secondo un`analisi della Coldiretti per pane, pasta fresca e dolci il prezzo dal campo al consumo si moltiplica rispettivamente di 12, 20 e 70. Discorso analogo per il latte fresco, il cui prezzo “dalla stalla al consumatore – prosegue la Coldiretti – passa da 0,33 a 1,40 euro con un aumento di oltre il 300%“. L`andamento dei prezzi dei prodotti alimentari, sottolineano Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, sta evidenziando aumenti anche del 27%. Le associazioni dei consumatori chiedono al ministro delle Politiche agricole Paolo De Castro la convocazione in tempi brevi del Tavolo Agroalimentare. “Il nostro Osservatorio – sottolineano in una nota le organizzazioni – continua a registrare e a confermare improponibili aumenti dei prezzi, soprattutto dei prodotti fondamentali a base dell`alimentazione, quali pane, pasta e latte. Per quanto ci riguarda – osservano – noi riteniamo che le giustificazioni addotte, come quella dell`aumento del prezzo della materia prima a livello internazionale, siano inaccettabili. Per prima cosa perchè non si tiene conto della rivalutazione dell`euro sul dollaro quale moneta di acquisto dei prodotti di base e, per secondo, perchè l`incidenza della materia prima sulla determinazione del costo del prodotto trasformato e finito varia dal 10 al 30%, poichè nell`intera filiera vi sono diversi costi, quali quello dell`energia, della manodopera, del trasporto, della commercializzazione e della pubblicità“. economia@iltempo.it mercoledì 29 agosto 2007.

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