La denuncia anonima di un dirigente della Toys Association
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fonte:
- Il Tempo
Ci sono anche i bavaglini tossici
BARBIE non avrà più il suo cane Tanner e Batman resterà senza lo scudo magnetico. Per non parlare di Polly Pocket che si vede privare del “Negozio di dolci“, della “Glitter Boutique“ e di una serie di altre comodità. Tutte piene zeppe di calamite a rischio soffocamento. La Mattel si affretta a ritirare dai punti vendita i giocattoli incriminati ma ormai il caso è scoppiato a livello internazionale. Sotto accusa la Cina, attaccata ieri anche dalla Commissione europea. “Non escludiamo che si arrivi al bando dell`import di giocattoli dalla Repubblica Popolare“ ha detto il portavoce della Commissione Ue, Antonia Mochan. Pechino si difende puntando il dito contro “i mezzi di comunicazione e personaggi irresponsabili che hanno ingigantito un piccolo problema“. Sono state queste le parole del portavoce del ministero del Commercio Wang Xinpei. D`altra parte la Cina ha assicurato che la “maggior parte“ dei prodotti esportati negli Sati Uniti passano controlli di sicurezza e sono “conformi alle leggi americane“. Il governo di Pechino ha annunciato che sarà aperta un`inchiesta sul ritiro di 18 milioni di giocattoli da parte della Mattel. Intanto, dopo la notizia del suicidio, martedì scorso, di Zhang Shuhong, proprietario di una delle imprese che produceva giocattoli “al piombo“, dalla Cina arrivano altre notizie inquietanti. Un dirigente dell`industria cinese dei giocattoli, che è riamsto anonimo, ha rivelato che si sapeva fin da marzo della pericolosità di alcuni dei giochi prodotti per la Mattel. L`uomo non ha spiegato perchè si sia intervenuti a distanza di così tanti mesi. E dopo i giocattoli “made in China“, la Mattel ha ritirato dal mercato statunitense anche una linea di bavaglini. Venduti per meno di cinque dollari nei negozi della catena americana “Toys R Us“, sarebbero prodotti con vernici a base di piombo. Si tratta di bavaglini di plastica decorati con immagini di Winnie The Pooh e altri personaggi Disney. Alcuni test finanziati da un`associazione di consumatori hanno rivelato una presenza del metallo quattro volte superiore rispetto al massimo consentito negli Stati Uniti. Per le leggi federali, infatti, un giocattolo che contiene più dello 0,6 per cento di piombo è considerato tossico e va ritirato dal mercato. La catena di negozi ha comunque smentito la notizia, dicendo di aver effettuato indagini indipendenti che rivelano livelli di piombo nella norma. Sul caso Mattel si sono scatenate le associazioni dei consumatori. Almeno il doppio del prezzo del prodotto più cento euro “per il danno arrecato dalla paura“. È il risarcimento che il Codacons chiede per le famiglie dei bambini che sono stati in contatto con i giocattoli incriminati per meno di una settimana. Per chi invece ha giocato con le macchinine “al piombio“ per almeno due settimane, il Codacons reclama un indennizzo ancora più alto che “dovrà essere valutato caso per caso, a seconda del tipo di giocattolo e dei possibili effetti sulla salute del bimbo che potrà essere eventualmente sottoposto ad accertamenti clinici“. L`associazione a difesa dei consumatori sta valutando la possibilità di una azione legale collettiva, la cosiddetta “class action“, direttamente in California. Altroconsumo, invece, ha sperimentato sul campo gli esiti del ritiro dei giocattoli incriminati. “Abbiamo acquistato in un Toys Center a Roma una Barbie che non sarebbe più dovuta essere in vendita dopo le campagne di informazione e ritiro di questi giorni. Altre cinque confezioni dello stesso prodotto facevano capolino dallo scaffale“ comunica l`associazione in una nota. E ieri sono partite le ispezioni dei Nas disposte in varie città italiane dal procuratore aggiunto di Torino Raffaele Guariniello. I militari stanno verificando la tempestività dei ritiri e hanno sottoposto alcuni giocattoli, anche di altre marche, agli esami chimici. L`ipotesi su cui si procede è l`immissione nel mercato italiano di prodotti pericolosi.
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