La deflazione frena Segnali di ripresa anche per l’ industria
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fonte:
- La Provincia di Varese
Italia ancora in zona deflazione ma il calo dei prezzi rallenta. Secondo le stime preliminari dell’ Istat, i prezzi al consumo sono scesi, su base annua, dello 0,2%. Calo meno ampio rispetto a quello di gennaio quando la discesa era stata dello 0,6%. Inoltre, su base mensile, l’ inflazione segna un +0,3% mettendo a segno il rialzo più elevato da giugno del 2013. A volare è il carrello della spesa con i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona in aumento dello 0,7%. In particolare schizzano i prezzi dei vegetali freschi (+11,2%) a causa del maltempo che ha distrutto le coltivazioni invernali. In ripresa anche i costi dei carburanti, con la benzina che aumenta dell’ 1,4% rispetto a gennaio e il gasolio in risalita dello 0,7%. Confcommercio cauta Cauti consumatori e imprese del commercio. Per il Codacons «l’ emergenza deflazione non è passata» perché non stiamo assistendo ad «una decisa ripresa dei consumi da parte delle famiglie». Secondo Confcommercio ci sono i presupposti per «un’ uscita dalla deflazione a partire dalla tarda primavera di quest’ anno». Ma è prematuro «affermare che la variazione positiva dei prezzi sia stata supportata da qualche tensione sul versante della domanda per consumi. Tuttavia la combinazione di favorevoli impulsi macroeconomici esterni e di un’ eventuale politica fiscale interna nel segno della distensione, può davvero concretizzare una buona ripresa economica in questo 2015». Deboli segnali di ripresa Secondo l’ Istat, dopo anni di «ristagno o contrazione della domanda», nel 2014 sono tornate a crescere le vendite sul mercato interno (+0,5% la variazione mediana, dopo il -3% in ciascun anno del periodo 2010-2013). Il fatturato realizzato in Italia è aumentato in 12 settori su 23, contro un solo caso nel periodo precedente. Gli ultimi mesi del 2014 hanno evidenziato dunque «deboli segnali di ripresa per l’ economia italiana», in un quadro ancora caratterizzato da «tendenze recessive» che nel periodo 2012-2013 hanno interessato sia l’ industria manifatturiera, sia i settori dei servizi maggiormente legati alla domanda industriale. Si conferma però la debolezza della domanda di lavoro. La percentuale di imprese che hanno dichiarato di aver assunto manodopera è più contenuta di quelle che hanno espulso occupati, sia nella manifattura (rispettivamente 19 e 25,4%), sia nei servizi (9,8 e 24,8%). In ogni caso, i segnali positivi sull’ economia italiana si rafforzano. Per il primo trimestre 2015 è previsto il ritorno alla crescita del Pil. La variazione congiunturale reale del Pil prevista per il primo trimestre è pari a +0,1%, con un intervallo di confidenza tra -0,1% e +0,3%. •
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