9 Aprile 2008

LA DATA delle elezioni era praticamente la stessa: la seconda…

LA DATA delle elezioni era praticamente la stessa: la seconda domenica di aprile, che nel 2006 cadeva il giorno 9. E’ però completamente diverso il quadro politico, nonostante siano passati solo due anni: non saranno facili i raffronti, questa volta. Nel 2006 anche a Prato Ds e Margherita ebbero risultati decisamente migliori alla Camera, dove si presentarono insieme sotto il segno dell’Ulivo e ottenero il 44,2%, strappando voti un po’ a tutti gli alleati del centrosinistra. Al Senato, dove invece correvano separati, presero in tutto il 40%. In entrambi i casi Ds & Margherita fecero peggio del 2001, quando nel complesso avevano conquistato il 45%. Forza Italia con il 18% peggiorò il dato delle precedenti politiche del 2001 (23,4%) e migliorò rispetto alle regionali del 2005 (17,2%); fu sostanzialmente stabile An con il 13.5%, mentre l’Udc fu protagonista di un exploit, passando dal 2% del 2001 al 6%. SULLA carta il Pd parte quindi da una base fra il 40 e il 44%, da cui in teoria andrebbero sottratti i voti di Sinistra Democratica, cioé dei seguaci di Mussi che non hanno aderito al nuovo partito e che oggi fanno parte della Sinistra Arcobaleno e, sempre in teoria aggiunti quelli dei Radicali, che due anni fa si presentarono con i Socialisti nella Rosa del pugno, conquistando insieme il 2%. Insomma, i confronti sono impossibili, restano quindi gli obiettivi: visti i sondaggi e il clima intorno a Veltroni, fra i Democratici c’è chi confida nella possibilità di eguagliare o superare quota 44%, di certo sotto il 40% per il Pd pratese sarebbe una sconfitta. AN e Forza Italia, oggi insieme nel Pdl, nel 2006 alla Camera conquistarono rispettivamente il 18% e il 13,5% in città (il 31,5% in tutto), e il 17,7% e 13,6% in provincia (il 31,3% complessivamente). Considerato il clima oggi decisamente più favorevole a Berlusconi rispetto a due anni fa, il Pdl pratese punta a conquistare almeno il 32%. Certo dovrà fare i conti con la Destra, che nel 2006 non c’era, e che con ogni probabilità conquisterà più voti di quelli allora ottenuti da Fiamma e Alternativa Sociale (l’1% nel complesso). I PARTITI che compongono la Sinistra Arcobaleno, cioé Rifondazione, Comunisti italiani e Verdi (Sinistra Democratica non esisteva) ottennero insieme il 10,6% alla Camera e il 13,1% al Senato: la soglia minima da raggiungere è in teoria quindi perlomeno il 10% ma, visti i sondaggi, le liste ancora più a sinistra (Sinistra critica, Partito comunista lavoratori e Per il bene comune) e la campagna sul "voto utile" fatta da Pd e Pdl, fra i sostenitori dell’Arcobaleno c’è anche chi sarebbe soddisfatto di conquistare l’8%, cioé la soglia di sbarramento al Senato. OLTRE alla già citata Unione di centro e ai Socialisti (raffronti per questi impossibili), chiudono il quadro dei dati 2006 l’Italia dei valori (schierata con Veltroni) che ottenne l’1,5% alla Camera e il 2,4% al Senato; la Lega nord (con Berlusconi) che nel 2006 conquistò l’1,4% sia alla Camera che al Senato; il raggruppamento Nuova Dc (oggi con Berlusconi) e Nuovo Psi (oggi nel Partito socialista) che ebbe lo 0,5%. Infine, il resto degli zero virgola andò a Udeur, Pensionati e Codacons, che stavolta non ci saranno. Saranno invece in gara il Movimento europeo diversamente abili, il Partito liberale, l’Unione democratica consumatori, Forza Nuova e la lista Aborto no grazie di Giuliano Ferrara. La griglia di partenza è affollata, le previsioni molto difficili per tutti.

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