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17 Settembre 2014

La Curia torna all’ attacco: «È un colpo di mano» E il tema arriva alla Camera

La Curia torna all’ attacco: «È un colpo di mano» E il tema arriva alla Camera

«Un colpo di mano, una forzatura». È il nuovo anatema della Curia bolognese contro il sindaco Virginio Merola che ha deciso di andare avanti con la trascrizione delle nozze gay contratte all’ estero nel registro dello stato civile, nonostante la richiesta di revoca da parte del prefetto Ennio Mario Sodano. «La lettera del prefetto non ha bisogno di commenti – afferma monsignor Giovanni Silvagni, vicario generale della Curia -, l’ istituto del matrimonio ha un suo profilo specifico che riteniamo debba essere salvaguardato e non alterato con operazioni che assomigliano più a colpi di mano o forzature che ad effettive maturazioni di una coscienza e di una responsabilità». «Ognuno – prosegue Silvagni, parlando ieri a margine della Tre giorni del clero – risponde delle sue azioni, mi sembra che i fatti si commentino da sé». I matrimoni gay così come le adozioni da parte di coppie dello stesso sesso sono «temi molto delicati – conclude il vicario generale -, dispiace che vengano affrontati a colpi di slogan con un approccio un po’ ideologico, cioé incurante della realtà dei fatti e anche dell’ esperienza maturata nel corso del tempo, che ha a suo vantaggio anche tutta una letteratura e una comprensione del fatto». Oltre alla Curia, in tanti hanno preso posizione ieri sulla decisione di Merola di tirar dritto. Tra l’ altro, Palazzo d’ Accursio (che ieri non ha ricevuto alcuna nuova richiesta di trascrizione di nozze) ha voluto precisare di aver avvertito il prefetto Sodano ben prima di emettere la direttiva (pubblicata il 21 luglio) e che della sua nota, arrivata in Comune nel pomeriggio di venerdì, ha appreso solo lunedì, primo giorno per le trascrizioni, «con non poca sorpresa negli uffici, anche per la tempistica di intervento. Mentre in Prefettura si sta valutando se revocare d’ ufficio il provvedimento del sindaco (e sarebbe la prima volta, nelle altre città in cui si registrano le nozze gay i prefetti non sono interventi se non per chiedere generici chiarimenti), Forza Italia annuncia una protesta di piazza, un sit-in sabato dalle 17 alle 19 «per dire no al registro delle coppie di fatto, anche questa volta noi stiamo con la legge», spiega il capogruppo azzurro in Comune Michele Facci. Attaccano Merola vari esponenti di Ncd, dal senatore Carlo Giovanardi all’ ex parlamentare Filippo Berselli e al coordinatore regionale Sergio Pizzolante. Molto ampio il fronte dei favorevoli a Merola. Il Codacons ricorda che la trascrizione «è pienamente legittima» e «in conformità con quanto previsto dalla Corte europea dei diritti dell’ uomo». Sel tira in ballo lo stesso premier a cui ieri il capogruppo alla Camera Arturo Scotto ha rivolto la domanda: «Presidente Renzi, sul tema dei diritti civili a Bologna noi stiamo con il sindaco Merola. Lei da che parte sta?». Il leader Nichi Vendola chiede al governo di rimuovere Sodano e al ministro Alfano di dimettersi. «Dopo lo stop al sindaco di Bologna sul registro delle unioni di fatto – scrive Vendola su Twitter – il governo dovrebbe rimuovere il Prefetto. Ma forse bisognerebbe rimuovere anche Alfano». Anche il M5S sta dalla parte di Merola, «due persone che si amano devono avere il diritto di sposarsi, tutto il resto è noia», scrive il consigliere Massimo Bugani sul suo profilo Facebook. «Renzi si svegli anche su questo – conclude – e risolva il problema da Roma». In favore del sindaco Virginio Merola («Bel colpo») si schiera anche l’ ex segretario generale della Cgil Danilo Gruppi, non lesinando critiche al prefetto. «Relativamente al richiamo del prefetto e in omaggio a un criterio di trasversalità – scrive Gruppi su Facebook – sarei per rivalutare un’ antica proposta della Lega che ne proponeva l’ abolizione». Marina Amaduzzi marina.amaduzzi@rcs.it.
marina amaduzzi

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