13 Luglio 2013

La crisi uccide le ferie e condiziona le abitudini Saldi sotto tono. Imprese: una su tre chiude

La crisi uccide le ferie e condiziona le abitudini Saldi sotto tono. Imprese: una su tre chiude

Da L’unionesarda.com

Oggi si è aggiunta la fotografia di Confartigianato e, specificatamente sulla Sardegna, quella della Cna. L’ Isola è fanalino di coda per qualità della vita, benessere, distribuzione della ricchezza, ammonisce la Confederazione nazionale dell’ artigianato e della piccola media impresa. In una analisi comparata del sistema socio economico della Sardegna nel contesto europeo spiega: il 75% delle regioni d’ Europa è più competitiva dell’ isola con performance peggiori di Cipro, Baleari, Canarie e Croazia. LO SCENARIO – Dati che raccontano la quotidianità. E’ la faccia vera della crisi, quella che cambia le abitudini delle persone. La stessa che toglie la possibilità di fare una visita specialistica (continuano a calare vertiginosamente le spese per visite mediche, analisi cliniche, radiografie, e “tengono” quelle indispensabili per le medicine). Una crisi che fa impennare le vendite nei discount se è vero che sei famiglie su dieci fanno ormai regolarmente la spesa nei market sotto costo e oltre sette famiglie su 10 negli anni della crisi hanno modificato quantità e qualità dei prodotti acquistati (dati Istat). E’ la faccia estiva della crisi che non risparmia neppure le imprese, strette nella morsa della recessione che, complice il ritardo nel pagamento dei debiti da parte della Pubblica amministrazione, le costringe a chiudere i battenti. Addirittura, secondo uno studio della Cgia di Mestre reso noto stamattina, tra il 2008 e il 2012 sono più che raddoppiate (+114%) le aziende fallite a causa dei mancati pagamenti da parte dello Stato: un debito complessivo che ammonta a circa 120 miliardi di euro. I SALDI- E che dire dei saldi? Anche qui la crisi modifica le abitudini: sparita completamente la “febbre da inizio saldi” e, con essa, le file davanti ai negozi. La prima settimana, come previsto, si è chiusa con un calo medio del 15% della spesa dei clienti rispetto allo stesso periodo del 2012, anche se con profonde differenze a seconda della categoria merceologica e della località, con una migliore prestazione dei negozi delle città turistiche. È quanto emerge da un sondaggio condotto da Fismo-Confesercenti su un campione di commercianti di alcune importanti città italiane. VACANZE TORMENTATE – La crisi continua a influenzare i flussi turistici e a risentirne sono tutte le attività imprenditoriali connesse appunto al turismo. Senza contare che chi si mette in viaggio deve fare i conti con il caro-vacanze. Tra il 2009 e il 2013 l’ indice dei prezzi dei servizi per le vacanze è aumentato del 15,1%, e quello dei trasporti addirittura del 21,8%, dice Confartigianato. Più contenuti i rincari dei pacchetti vacanze (+8,7%) e di alberghi e ristoranti (+6%). L’ impatto dell’ inflazione sulle ferie degli italiani si fa sentire soprattutto per i carburanti che in Italia costano l’ 11,9% in più rispetto alla media dell’ Eurozona. CARO-CARBURANTI – In particolare, il nostro Paese ha il record negativo per il prezzo della benzina verde, superiore dell’ 8,5% rispetto alla media Ue, e per quello del gasolio auto, superiore del 15,6% rispetto alla media europea. Su chi parte e su coloro che restano a casa incombono le incertezze in tema di lavoro e fisco. Il Codacons fa il calcolo e parla di una stangata da 115 milioni di euro si abbatte sulle vacanze estive degli italiani con i recenti rincari di benzina e gasolio. L’ associazione dei consumatori denuncia gli aumenti “del tutto ingiustificati dei carburanti, che ancora una volta si registrano in prossimità delle partenze degli italiani”. L’ ondata di rincari negli ultimi giorni determina una maggiore spesa per un pieno di benzina pari a 3,85 euro rispetto ai listini in vigore solo 3 mesi fa, spiega l’ associazione. I NODI IRRISOLTI – Continuano i dati di Confartigianato. Il tasso di disoccupazione è arrivato al 12,8%, mai così alto dal 1977. Per quanto riguarda le tasse, nel corso del 2012 la pressione fiscale ha registrato una crescita record pari a 1,4 punti di Pil e contemporaneamente il potere d’ acquisto delle famiglie è calato del 4,8%. Tra le voci che hanno pesato di più sui bilanci delle famiglie vi sono il passaggio da Ici a Imu, che ha comportato un maggiore esborso di 14,5 miliardi, e l’ imposizione fiscale sui carburanti, aumentata di 5 miliardi tra il 2011 e il 2012. Redazione Online.

 

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