24 Novembre 2008

La crisi si mangia il Natale Consumi in calo del 20%.

Italiani alle prese con un ’magro’ Natale, con un calo dei consumi che dovrebbe aggirarsi attorno al 18,5% e una spesa media per cittadino di 260 euro: stop a giocattoli, abbigliamento, viaggi, per non parlare dei gioielli e del divertimento. Ma sotto l’albero nessuno rinuncerà all’I-phone, alle videocamere e alle digitali di ultima generazione. È quanto emerge da una indagine di Contribuenti.it svolta nelle principali città italiane per verificare quanto e come spenderanno i cittadini alle prese con regali e consumi alimentari. Per l’associazione contribuenti italiani il calo dei consumi sarà generalizzato rispetto allo scorso anno, con una diminuzione di circa il 18,5%. Spesa positiva e in aumento solo per i prodotti hi-tech (+9,2%, variazione nulla per gli alimentari, visto che come vuole la tradizione gli italiani non rinunciano al classico cenone natalizio, e cali per tutti gli altri settori, dal -14,3% dei giocattoli ai baratri del – 21,9% dei viaggi, al -22,5% del divertimento e al -21,7% dell’abbigliamento. Pur acquistando meno, i consumatori nel prossimo Natale spenderanno però di più. La previsione di spesa è infatti, di 260 euro a cittadino, 10 euro in più rispetto al 2007, a causa del forte incremento di prezzi in tutti i settori, specie nell’alimentare. A dare un’idea della spesa media che le famiglie italiane affronteranno quest’anno per l’irrinunciabile cenone di Natale è il Cosacons. Prepariamoci, dunque a un cenone più caro: non potrebbe essere che così, data la crescita dei prezzi degli alimentari, dal panettone allo spumante passando per il salmone, mentre resteranno stabili quelli degli alberi di Natale. Come ogni anno, con l’arrivo dei prodotti natalizi nei negozi di tutta Italia, il Codacons ha realizzato un’indagine nelle principali città per verificare i prezzi dei classici beni delle feste. E i rincari dell’intero settore alimentare – sostiene il Codacons – porteranno le famiglie a spendere per il classico cenone 20-30 euro in più rispetto allo scorso anno, per un totale complessivo di 180-190 euro a famiglia. Da segnalare, in particolare, l’aumento dal 2007 al 2008 del 7,8% e del 7,1% per il panettone e il pandoro non di marca, quello del 7,5% per lo spumante di marca, gli aumenti tra il 4,8% e il 5% di cotechino e lenticchie. “Pandoro e panettone, così come gli altri prodotti alimentari classici del Natale, fanno registrare quest’anno sensibili incrementi dei listini – spiega il presidente Codacons, Carlo Rienzi – mentre nel settore degli addobbi per la casa si registrano prezzi sostanzialmente stabili o in leggera salita rispetto lo scorso anno». E se sono stabili i prezzi degli alberi di Natale, vuol dire che li si farà con gli addobbi ’vecchi’, visto il calo degli acquisti di palline, candele, coccarde registrato lo scorso anno “con le famiglie che tendono sempre più a tirare la cinghia rinunciando ai beni non indispensabili. Una siffatta situazione – dice Rienzi – ha portato i commercianti a contenere gli aumenti in questo settore, per evitare ulteriori cadute dei consumi”. Sensibili cali dei listini si registrano invece per i prodotti hi-tech, per i quali le continue novità introdotte sul mercato consentono una positiva riduzione dei prezzi, mentre rialzi si registrano per giocattoli e prodotti di lusso. In particolare il mercato dell’hi-tech sarà l’unico a registrare quest’anno un segno positivo sul fronte dei consumi. Intanto, ieri, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, parlando a L’Aquila in conferenza stampa, ha ribadito: “Solo i cittadini con i loro comportamenti, non cambiando le loro abitudini di vita e lo stile dei loro consumi, possono determinare la profondità della crisi economica”. “Come possono aumentare i consumi se le famiglie non hanno un euro da spendere?, si è chiesto invece, il presidente del gruppo Italia dei Valori al Senato, Felice Belisario. “Il premier sostiene che l’economia reale può riprendersi se i consumi non caleranno ma finora ha pensato solo a banche e imprese. La detassazione delle tredicesime non è stata presa in considerazione. Ma allora, come pensa di risolvere il problema il mago di Arcore?”

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