20 Maggio 2020

La crisi incombe sui negozianti nei locali i prezzi salgono alle stelle

in qualche città il caffè è arrivato a costare anche il 53% in più rispetto al prezzo originale, mentre il taglio di capelli e la messa in piega saliti del 25%
di Giorgio Marota ROMA Il lockdown è finito e gli italiani tornano a vivere piccoli attimi di normalità. Nelle grandi città c’ è di nuovo il traffico, gli esercizi commerciali hanno riaperto e i mezzi pubblici si ripopolano di studenti e pendolari. Ma i prezzi aumentano quasi ovunque: è il primo sintomo della crisi economica. Restano le difficoltà nel reperire i dispositivi di protezione; altro che 50 centesimi a mascherina, c’ è chi le vende addirittura a 5 euro. Con più tamponi (quasi doppio rispetto a lunedì) è anche aumentato il numero dei casi in un solo giorno: +813 nelle ultime 24 ore, di cui 462 in Lombardia. La matematica inizia a dare delle spiegazioni logiche all’ andamento del virus, confermando ciò che gli scienziati dicono da mesi («più ne cerchiamo, più ne troviamo»). Per fortuna resta costante il calo generale degli “attualmente positivi”: le persone continuano a contagiarsi, ma è altrettanto importante sottolineare come ieri, sommando i dati di tutte le regioni, il totale dei malati sia diminuito di 1.424 unità. CONTE. «Abbiamo ampliato i test e sviluppato un piano di monitoraggio nazionale in sinergia con le nostre autorità locali – ha spiegato il premier Giusep Sommando i dati delle regioni il totale dei malati è calato di 1424 unità pe Conte alla sessione conclusiva dell’ Assemblea mondiale della salute – Dopo due mesi, i dati epidemiologici sono incoraggianti». BOLLETTINO. Di coronavirus si continua a morire: ieri la Protezione Civile ha registrato altre 162 vittime, per un totale di 32.169. Sono saliti a 129.401 i guariti, con un incremento di 2.075 (a fronte di 65.129 malati nel Paese). Altre 33 persone sono uscite dalla terapia intensiva: in condizioni critiche restano 716 pazienti. segno “+” alla voce “nuovi positivi” è la Lombardia (+218). Il calo maggiore ieri è stato registrato in Veneto e in Toscana (entrambe a -250 casi). «Vedo le foto della movida. Se aumentano i contagi richiuderemo tutto» è la minaccia del governatore del Veneto, Luca Zaia. Il territorio piemontese, nonostante un incoraggiante -239, resta il secondo più colpito con 9.635 malati. PREZZI. In qualche città il caffè è arrivato a costare anche il 53% in più rispetto al prezzo originale, mentre il taglio di capelli e la messa in piega sono au mentati del 25%. Al Codacons sono arrivate migliaia di segnalazioni. I bar guidano le classifiche dei rincari: al centro di Milano, dove il prezzo medio di un espresso è 1,30 euro, si arriva fino a 2 euro (+53,8%). A Roma (1,10) fino a 1,5 euro (+36,3%). A Firenze (1,40) fino a 1,7 euro (+21,5%). Il prezzo di un taglio dal parrucchiere, invece, passa da 20 a 25 euro (+25%) in media, ma con punte che arrivano al +66%. COMMERCIO. Oltre il 90% dei negozi di abbigliamento ha riaperto in sicurezza: intimo, camicie e scarpe sono tra i prodotti più richiesti dagli italiani. Confcommercio fa sapere che il 70% dei bar hanno aperto ben equipaggiati di mascherine e gel disinfettanti, ma con personale ridotto. Il 40% dei dipendenti (400 mila persone) è rimasto a casa. Sei mercati su dieci hanno riaperto. APP. Secondo il commissario all’ emergenza Arcuri l’ app per smartphone (dal nome “Immuni”), utile a tracciare i contagi, sarà pronta a fine mese. Atteso anche un controllo da parte del Garante della privacy che dovrà verificare quanto e come verranno protetti i dati delle persone che la scaricheranno. CERTIFICATI. L’ Inps ha ricevuto 6,6 milioni di certificati medici per malattie tra il 2 febbraio e l’ 11 aprile. Crescita del 14% rispetto allo stesso periodo del 2019. POLITICA. È il giorno di Bonafede. Oggi alle 9.30 il Senato esaminerà le mozioni di sfiducia nei confronti del ministro della Giustizia, finito nell’ occhio del ciclone per la scarcerazione dei boss. Il governo rischia di spaccarsi senza i voti di Italia Viva. «La sfiducia a Bonafede sarebbe una sfiducia al governo, in quel caso la crisi sarebbe inevitabile» ha detto il ministro per le Autonomie, Francesco Boccia. Crimi, capo politico del Movimento 5 Stelle, è fiducioso: «La maggioranza voterà compatta». PROTESTE. Il centrodestra annuncia una manifestazione di piazza contro il governo per il 2 giugno. Molti lavoratori denunciano ritardi nei pagamenti di bonus e cassa integrazione. «Non è possibile che il decreto Rilancio con i 55 miliardi previsti ancora non sia stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale» le parole di Salvini. ESEMPIO. Un 17enne americano, Avi Schiffmann, ha creato un sito che registra l’ evoluzione del Covid-19 (ncov2019.live) nel Ancora difficoltà nel reperire i dispositivi di protezione: mascherine a 5 euro pianeta. Ha iniziato chiedendo ai visitatori di effettuare una piccola donazione e ha raggiunto una cifra record, al punto da ricevere una proposta da 8 milioni di dollari per cedere la piattaforma. «Non accetto – ha dichiarato – non sono uno speculatore». EUROPA. I Paesi del nord -Europa dicono “no” al piano Merkel -Macron da 500 miliardi a fondo perduto che i 27 stati membri dovrebbero rimborsare in proporzione alla propria contribuzione al bilancio comunitario. «In Ue ci sono ancora Paesi arroccati sui loro ramoscelli – le parole del ministro degli Esteri, Di Maio, favorevole all’ intervento – ma devono capire che se si spezza il tronco di un albero, cadono anche i rami». MONDO. I contagi totali sono arrivati a 4.823.479. Le vittime finora sono oltre 318 mila. Ben 60 milioni di persone potrebbero finire sotto la soglia di povertà. Gli Stati Uniti restano il Paese più colpito con 1,5 milioni di casi e 90.369 morti, seguito dalla Russia che sfiora i 300 mila casi (9.263 contagi ieri) e dal Brasile (254 mila malati e quasi 17 mila vittime). L’ ex focolaio europeo – Italia, Regno Unito, Spagna, Germania e Francia – vede calare i numeri, mentre la situazione in America Latina (543.378 casi, 30.474 morti) e in Africa diventa sempre più drammatica. Ieri 6 nuovi casi in Cina, dove sale la tensione con Trump. Il tycoon ha confermato di voler sospendere il finanziamento all’ Organizzazione Mondiale della Sanità ed è sempre più convinto che il virus sia stato creato nei laboratori di Wuhan.

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