La crisi frena gli acquisti e fanno flop anche le offerte
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fonte:
- Il Messaggero
Quello 2011 sarà ricordato come il Natale dei paradossi e delle incoerenze con i consumatori sempre più battitori liberi della spesa. Si taglia sul carrello dei prodotti essenziali ma poi ci sono persone che si ritrovano a fare la fila per acquistare il televisore di ultima generazione in offerta. C’ è in arrivo una tredicesima (gli statali l’ hanno ricevuta ieri) che per gran parte risulta impegnata dai costi fissi, ma c’ è una fetta di popolazione sempre più larga che continua ad investire in giochi e lotterie. «La gente si lamenta perché quella 2011 è una tredicesima ridotta – osserva Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria – e per giunta per la maggior parte è impegnata tra le scadenze per il bollo, rc auto, rate del mutuo e quelle per l’ acquisto di auto ed elettrodomestici. In tanti ne approfitteranno anche per versare le quote delle libere attività dei figli, per corsi a pagamento di musica, calcio, nuoto o danza». La crisi ormai condiziona anche quei nuclei che in crisi non sarebbero ma che temono per le ripercussioni future (manovra compresa) e che da gennaio si aspettano una nuova stangata su prezzi e tariffe legata al costo dei carburanti. «Questo spinge la gente a compare meno anche se per il pranzo di Natale si concederà ancora qualcosa», aggiunge Carla Falcinelli. «Stando a quanto ci segnalano i negozianti, anche le offerte non producono più effetti come una volta e questo indica una maggiore cautela da parte del consumatore che aspetta i saldi e riscopre il vintage. Anche per i giocattoli c’ è la tendenza a girare punti vendita ed a confrontare: non ci si accontenta più di comprare nel negozio di fiducia anche se si tratta di risparmiare solo 20 euro». Sullo sfondo, lo spettro di una manovra centrale che rischia di pesare oltre misura sui bilanci domestici. «C’ è una forte preoccupazione per la spirale frenata dei consumi-stagnazione-recessione che potrebbe innescarsi – aggiunge Francesco Ferroni, segretario regionale Adiconsum Umbria – che potrebbe vanificare anche la concessione fatta sugli ammortizzatori sociali che non copriranno più l’ 80% dello stipendio ma una quota minorie rispetto ad un tetto stabilito dall’ Inps». In un quadro simile anche l’ arrivo delle gratifiche natalizie rischia di tradursi in una sorta di panacea. «L’ impatto sulle tredicesime è reale e psicologico – aggiunge Ferroni – perché le accise sulla benzina incidono direttamente sul reddito e indirettamente per i costi futuri che a cascata, anche per la misura pur nobile fissata dalla Regione, genereranno su un’ ampia fetta di prodotti. Tutti timori che spingono a comprare di meno ed anche l’ effetto annuncio sull’ aumento Iva (da settembre 2012) genererà ricadute inflazionistiche». Il pensiero va anche ai padroncini che compongono il settore trasporti umbro. «In tanti hanno contratti già fissati, magari sub appalti – aggiunge Ferroni – e non potendo agire sugli importi, temiamo si possa tagliare su altri aspetti, a partire dalla sicurezza». Aspettando i dati ufficiali sulle tredicesime nella regione (Confesercenti li presenterà martedì prossimo), si scopre che gli umbri sono un popolo di giocatori. Con una spesa pro capite di 1.561 euro, la provincia di Terni è ottava nella classifica delle province italiane elaborata su quanto investito in giochi a pronostico e scommesse. Nella provincia di Perugia si spendono 1.173 euro, poco sopra la media italiana ferma a 1.170 euro. Ne consegue, una spesa regionale di circa un miliardo e 150 milioni, divisa tra i 785 milioni di Perugia ed i 365 di Terni che brilla anche quanto a scommesse ippiche con una raccolta di 40milioni (ottava provincia in Italia) ed una spesa pro capite di 9,60 euro. La spesa per i giochi ormai copre il 60% di quella per consumi alimentari. «C’ è chi non si sfama ma non rinuncia a lotto e gratta e vinci», osserva Alfredo Renzetti, Trade & Marketing Lab. «Vedere persone, anche donne, alle sei di mattina di fronte alle slot fa purtroppo parte anche delle dinamiche regionali, con risvolti sociali preoccupanti». «Quello dei giochi, delle scommesse e delle lotterie istantanee è un fenomeno da non sottovalutare – aggiunge Carla Falcinelli – specie perché tollerato dalla società (non dà fastidio, chi gioca lo fa in silenzio) e favorito dalla possibilità di giocare on line. Ormai è considerato alla stregua di una dipendenza e ci sono persone, donne soprattutto, che si giocano anche mezza tredicesima attirate dall’ illusione di poter vincere, nel caso del Lotto, ripetendo le stesse giocate ogni cinque minuti». RIPRODUZIONE RISERVATA.
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