6 Giugno 2011

La crisi, e ci mancava pure l’inflazione: il 40% delle famiglie in ferie a casa

La crisi, e ci mancava pure l’inflazione: il 40% delle famiglie in ferie a casa 
   
Luglio e agosto in città perché vacanze troppo care: costeranno il 12% più del 2010 
 

 
 
L’estate è ormai alle porte e si inizia a pensare alle tanto attese ferie estive. Dove andare? Cosa fare? Per il terzo anno consecutivo molte famiglie lecchesi dovranno fare i conti con un budget risicato, con un reddito tagliato dalla disoccupazione, dall’assenza di lavoro straordinario, dalle procedure di mobilità, cassa integrazione e contratti di solidarietà. In più quest’anno c’è un altro problema di affrontare. Secondo l’Istat l’inflazione ad aprile è salita del 2,6% rispetto all’anno scorso e le vacanze costeranno il 12% in più rispetto al 2010, tanto che il 40% delle famiglie lecchesi ha già messo via l’idea di concedersi un soggiorno al mare o in montagna.
Metà dei lecchesi prevede di trascorrere i mesi di luglio e agosto in città, puntando a qualche passeggiata sulle montagne del territorio e una rinfrescata nelle acque del lago.
«Secondo i dati resi noti dall’Istat, nel mese di aprile si registra un’inflazione dello 0,5% rispetto al mese di marzo 2011 e del 2,6% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente ? spiegano dal Codacons, l’associazione che tutela di diritti dei consumatori ? La colpa è anche del Governo che ha aumentato le accise sui carburanti. Infatti, si sono innescati meccanismi speculativi, con il risultato che la voce trasporti ha fatto da traino all’aumento dei prezzi, registrando, con un più 1,8%, il record di incremento su base mensile».
È in arrivo, inoltre, una stangata senza precedenti per quei pochi che potranno permettersi una vacanza: «Secondo le nostre stime, infatti, il 40% dei cittadini quest’anno non potrà permettersi neanche una settimana di ferie. Chi ci andrà, invece, considerati gli aumenti congiunturali del 31,7% del trasporto marittimo, del 24,1% del trasporto aereo, del 2,5% dei servizi alloggio e del 3,6% dei pacchetti turistici (destinati, però, ad ulteriori rialzi a maggio e giugno), pagherà, rispetto alle vacanze del 2010, il 12 % in più».
Anche chi ha tentato di mettersi al riparo dall’inflazione, acquistando con largo anticipo il pacchetto turistico, avrà un’amara sorpresa «per via della voce adeguamento carburante che determinerà una quota aggiuntiva media di 90 euro a persona, ossia 360 euro a famiglia».
In realtà i rincari non riguardano solo i vacanzieri, ma un po’ tutta la popolazione. Lo scontrino alla cassa del supermercato è sempre più salato, i servizi pubblici locali hanno ormai abbracciato la politica degli aumenti tariffari, così come l’energia e i trasporti pesano di più sulle spese della famiglia.
Secondo l’Adoc, associaziona difesa dei consumatori, il turismo dello Stivale rischia il tracollo: «Saranno 8 su 10 coloro che per l’estate 2011 rinunceranno alla vacanza propriamente detta visto che questi al massimo si limiteranno a qualche gita fuori porta. Il tutto a causa dei redditi familiari stagnanti e dei prezzi per i servizi di alloggio e per i trasporti, benzina.
 

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