LA CRISI DI VIALE MAZZINI
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fonte:
- Il Mattino
La Corte dei Conti scende in campo come arbitro nella partita della Rai. Là dove i giuristi non hanno trovato un parere comune sulla legittimità del Consiglio d?amministrazione della Rai, ci penserà la sezione Controllo Enti, presieduta da Luigi Schiavello, a sciogliere la riserva «attraverso la verifica degli atti del Consiglio». L`udienza pubblica è stata già fissata per il prossimo 10 dicembre ed entro il 5 le parti interessate devono fornire le memorie. Anche le associazioni dei consumatori, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, si sono mosse sul versante dei ricorsi. Al Tar del Lazio hanno, infatti, chiesto la sospensione della deliberazioni del Cda Rai, perché ritenute illegitime.
Il presidente della Rai, Antonio Baldassarre, non aveva previsto l?intervento della Corte dei Conti. La lettera di Schiavello, ricevuta in mattinata, durante la riunione del Cda dimezzato, l?avrebbe colto di sorpresa. Ma senza creargli grandi preoccupazioni, tanto che ha fissato per il 4 dicembre la prossima riunione del Cda. Baldassarre avrebbe tentato un contatto telefonico con Schiavello, andato però a vuoto.
La situazione sarà risolta entro il 10 dicembre? Il tam-tam di corridoio presso la Corte lascia pensare che proprio la fissazione di questa data può essere utile a trovare una rapida soluzione. Solo così, infatti, sarà possibile evitare una decisione che inevitabilmente suonerebbe come una censura, o quanto meno come una messa in mora, almeno per una delle parti in causa. È cauto il presidente Schiavello: «C?è fissata una data per la consegna delle memorie. C?è una delicata decisione da prendere che ci impone di essere attenti e scrupolosi, neutrali e prudenti. Siamo, comunque, chiamati ad emettere una sentenza di mero accertamento».
Schiavello stava seguendo la situazione fin dalle dimissioni di Zanda e Donzelli. Dopo quelle del terzo consigliere dice: «Era doveroso l?intervento. Noi abbiamo un potere e dovere di controllo che possiamo effettuare in qualsiasi momento e che in questo caso – aggiunge il presidente della sezione – ci viene assegnato dall?articolo 8 della legge 8 marzo del ?58». Non è la prima volta che la Rai passa sotto il controllo della Corte. «Ci sono stati altri casi: alcuni relativi a contratti; altri, invece, alla gestione da parte del Cda». L?intervento – insiste Schiavello – era necessario, non potevamo essere latitanti: «La nostra assenza avrebbe danneggiato la stessa Corte. Ma non c?è stata – precisa – alcuna spinta dall?esterno». I quesiti giuridici a cui rispondere sono diversi: «Noi dobbiamo stabilire da quando le dimissioni hanno effetto. Perché, se seguiamo le regole generali, diventano effettive con l`accettazione a meno che siano dichiarate irrevocabili. Ancora non conosciamo esattamente la situazione». La Rai – aggiunge – è particolare, i consiglieri non sono nominati dagli azionisti ma dai presidenti di Senato e Camera. Ma il Consiglio segue le norme del codice civile? «Il Consiglio ritiene di poter seguire le norme del codice civile. Ma questo deve essere appurato».
Se l?intervento della Corte può essere una sollecitazione per superare la fase di stallo politico, in Rai l?incertezza, anche se vanno avanti come nulla fosse, pesa. Resta in posizione di difesa Ettore Adalberto Albertoni. Della Corte dei Conti preferisce non parlare: «Sto lavorando al fianco del presidente Baldassarre mentre altri hanno abbandonato l?impegno comune al quale siamo stati tutti chiamati dalle scelte, che ci onorano, dei presidenti del Senato e della Camera». Una grande azienda come la Rai – aggiunge – che giuridicamente ha la forma precisa di una società per azioni di interesse nazionale non può non essere governata anche quando imperversano polemiche politiche e di schieramento. Il lavoro va avanti perché «siamo stati chiamati a gestire un servizio pubblico e lo stiamo facendo con grande responsabilità e senso del dovere anche in questa situazione che è stata montata ad arte e senza motivazioni accettabili e ragionevoli».
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