24 Luglio 2013

La crisi al “verde” Meno inquinamento più auto ecologiche

La crisi al “verde” Meno inquinamento più auto ecologiche

        

Ma al Nord resistono ancora le polveri sottili DA MILANO DAVIDE PAROZZI U na cosa positiva, questa crisi tremenda, sembra averla provocata. Anche l’ inquinamento atmosferico sembra dovere cedere il passo, nel senso vengono abbattuti tutti gli indici di pericolosità ambientale, riducendo la cattiva qualità dell’ aria (con il Nord che rimane comunque nella cappa delle polveri sottili), così come il traffico (sia per la mancanza di un mezzo proprio che per il caro-benzina). Allo stesso tempo aumentano le auto attente all’ ambiente, e le città guadagno sempre più spazi verdi; anche quelle di grandi dimensioni. Una fotografia a tutto tondo quella scattata dall’ Istat nel report sui dati ambientali e la qualità dell’ ambiente urbano. Scendono i giorni consentiti di sforamento oltre la soglia per l’ inquinamento da Pm10; nel 2012 sono infatti stati 52 contro i 59 del 2011 i capoluoghi dove si è andati oltre i 35 giorni di superamento. Ma al Nord il problema rimane, dove ci sono i primi 10 comuni, a parte Frosinone (seconda) e Siracusa (nona). Riesce invece a fare meglio il centro e il Sud. Vanno bene i grandi comuni, dove i picchi diminuiscono quasi ovunque, a parte Bologna (+4 giorni), Firenze (+10 giorni) e Napoli (+24 giorni). Sotto i 35 superamenti, tra le grandi città, rimangono soltanto Genova, Bari, Messina e Catania. Il parco auto italiano è sempre più verde. La diffusione delle autovetture meno inquinanti nel 2012 ha infatti per la prima volta superato quella delle più inquinanti. In realtà, spiega l’ Istat, complessivamente gli italiani sono meno motorizzati. Nel 2012 il tasso di motorizzazione è stato di circa 609 autovetture per mille abitanti, arrestando la crescita degli ultimi 10 anni. Diminuisce anche la domanda di trasporto pubblico, meno 7,4% rispetto all’ anno prima. La spiegazione principale, secondo il Codacons, si trova nella situazione economica: «Un indice della grave crisi», insieme con «la riduzione degli spostamenti». In particolare è «negativo il crollo della domanda di trasporto pubblico» con «ripercussioni sulla mobilità». Allo stesso modo il ‘miglioramento’ della qualità dell’ aria sarebbe dovuto «principalmente alla riduzione dei veicoli in circolazione, e ad un inevitabile svecchiamento del parco veicoli». Nota lieta è l’ aumento del verde nelle città, anche se di poco: più 1% rispetto al 2011; cosa che consente ad ognuno di noi di avere a disposizione in media uno spazio di verde urbano pari a 31,4 metri quadrati. Nel 2012 il verde urbano rappresentava il 2,8% del territorio dei comuni capoluogo di provincia: pari a oltre 570 milioni di metri quadrati. Ad elevato profilo verde sono 16 comuni, pari al 13,8% dei capoluoghi: sette in Lombardia (Como, Monza, Brescia, Pavia, Lodi, Cremona, Mantova), Prato, Matera, Reggio Calabria; e sei grandi comuni, come Genova, Trieste, Roma, Napoli, Palermo e Cagliari. Al Nord il 43% dei comuni offre una buona disponibilità di verde: a Verbania, Sondrio, Trento, Pordenone e Gorizia, la media si attesta sopra i 100 mq per abitante. Si scende sotto il 30% al centro e nel Mezzogiorno. Ma per esempio i capoluoghi lucani superano tutti, tanto che Matera con 978,2 mq per abitante è la città a più alta disponibilità pro-capite. © RIPRODUZIONE RISERVATA Le eco-vetture hanno superato per la prima volta quelle inquinanti in uno scenario che vede per la prima volta da 10 anni il calo delle vetture medie per abitante.
       

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