21 Dicembre 2011

La crisi abbatte anche l’abete

La crisi abbatte anche l’abete

Melito. Anche l’ abete natalizio fa i conti con la crisi. Se già da qualche tempo una nuova sensibilità ecologica aveva indotto a ridurre l’ acquisto dell’ albero vero a favore dell’ artificiale, soprattutto nelle famiglie di nuova generazione, per questo Natale, invece, si tira la cinghia e si bada al risparmio. C’ è chi ha comprato un albero più piccolo, chi ha riciclato con qualche toppa il vecchio albero malandato. In ogni caso, i vivaisti hanno dovuto confrontarsi con una contrazione della spesa generale e con l’ aumento dei costi di distribuzione e trasporto. Ciò ha comportato una lievitazione dei prezzi al pubblico, con l’ inevitabile diminuzione delle vendite. Dalle stime del Codacons, infatti, risulta, rispetto al 2010, un aumento del 7,5% del prezzo per l’ albero naturale. Federconsumatori, invece, ha individuato un incremento del 4% del prezzo dell’ albero artificiale medio e del 6% per il grande, con un parallelo calo dei consumi del 19-20%. Mentre nel 2010 il prezzo di un abete naturale di piccola altezza si è aggirato tra i tredici ed i quindici euro, quest’ anno bisogna spenderne almeno venti. Per questa ragione, due settimane dopo il rituale allestimento dell’ albero casalingo del giorno dell’ Immacolata, alcuni vivai si ritrovano con la maggior parte della merce invenduta. «Abbiamo venduto pochissimo. L’ abete rosso, cioè l’ albero natalizio classico di media dimensione (150 centimetri), costa dai cinque ai sette euro in più allo scorso anno. I nostri clienti abituali hanno comprato, come ogni Natale, lo stesso albero ma ad un prezzo maggiore. La situazione non dipende da noi, ma dall’ aumento dei costi di trasporto. Quindi la maggior parte degli alberi che abbiamo comprato è ancora in negozio, non è stata venduta e ormai probabilmente non li venderemo più», dice rammaricato il titolare di un grosso vivaio di Melito, Ronga. «Se lo scorso anno, di questi tempi, abbiamo venduto 200 alberi naturali, oggi mi ritrovo ad averne venduti solo 120 – insiste il vivaista di Melito – con la media di quindici alberi al giorno, comprati per lo più tra fine novembre e i primi giorni di dicembre. Sicuramente le vendite sono già calate un po’ da qualche anno, perché l’ albero naturale piace ad una utenza adulta, è quello della tradizione, mentre i giovani non lo comprano». «C’ è stata una diminuzione del 15-20 delle vendite – conferma uno dei titolari del vivaio D’ Ausilio di Villaricca -. L’ affluenza in negozio è stata uguale rispetto agli altri anni, ma gli acquirenti hanno comprato meno alberi e più piantine decorative come le stelle di natale, il cui prezzo è ancora contenuto e si aggira intorno ai quattro euro. Il pino di media altezza è aumentato, è passato da trentadue a trentacinque euro, e rimane comunque il prodotto più venduto. Se parliamo poi di qualità più elevate, come l’ albero pettinato, il cui costo supera i cento euro, le vendite sono notevolmente diminuite. Nessun cambiamento per la varietà costeriana, la più costosa di tutte, 150 euro ad albero, ma in tal caso c’ è da dire che il cliente tipico è un amatore ed è disposto a spendere», afferma il vivaista. In buona sostanza, il costo dell’ abete naturale di alta qualità e di maggiore altezza è incrementato di due euro circa, mentre l’ incidenza maggiore si ha per l’ albero di media dimensione, che aumenta in alcune tipologie anche di sette euro. Ma la politica commerciale è varia e ciascun commerciante pianifica l’ offerta a modo proprio. Qualche altro esercente, infatti, ha preferito, non proporre affatto alla clientela alberi naturali. È stata una scelta economica dovuta alle scarse vendite registrare negli ultimi anni per il pino naturale, che, richiedendo una maggiore cura, è stato surclassato dall’ albero sintetico di più facile impiego. Altri ancora sostengono che riuscendo a mantenere basso il prezzo dell’ albero naturale, magari cambiando fornitore o scegliendone all’ estero, la vendita non si è contratta ma è rimasta stabile. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this