21 Settembre 2019

La cretinata del momento ma Samara non c’ è già più

Non mi è mai apparsa, e non potete capire quanto mi rode. La considero un’ ingiustizia. A un cinefilo come me, negare un incontro ravvicinato con Samara. Illumino chi abbia perso qualche articolo in cronaca e non sia addentro alle filmiche faccende horror. Samara, già Sadako nel prototipo nipponico diretto da Hideo Nakata nel 1998, è uno spettro vendicativo. A monte c’ è un romanzo di Koji Suzuki e più indietro ancora una leggenda urbana giapponese: su una bambina torturata e uccisa, lasciandola cadere in un pozzo, da un signore crudele. Nel 2002, Gore Verbinski gira il remake internazionale del film di Nakata e la spettrale bambina di bianco vestita, il volto coperto dai lunghi capelli neri, diviene personaggio di culto. Culto appassito, avrei detto. Sbagliando alla grandissima. In questa fine estate, Samara è clamorosamente tornata di moda. In tutta Italia. Grazie a numerosi burloni che si nascondono dietro un lenzuolo e una parrucca e così conciati se ne vanno in giro a spaventare i passanti. Ovvia la presenza di un compare smartphone munito, per riprendere il tutto e postare il video sui social. La chiamano Samara Challenge. Non sempre chi va partecipa ottiene il risultato sperato. Su YouTube potete divertirvi con il breve video d’ una Samara che indietreggia alto zompando per schivare (con successo) i colpi di un tale né fan dell’ horror né in vena di stare allo scherzo, e munito di lungo bastone agitato no stop: energicamente. (Qualche Samara dicono non sia stata così agile cosi lesta; e le abbia prese). Pare che proprio a Napoli sia nata la moda della Samara Challenge. Da lì propagandosi in tutta Italia, ieri era segnalato il primo caso in Trentino, chissà se supererà la frontiera del Brennero e contagerà gli austriaci. Nella nostra regione, lenzuolate apparizioni si son registrare a inizio mese a Civitanova e Ascoli. Poi più niente. Mediamente non sono state gradite: parecchie proteste sui social. La si giudichi simpatica o seccante, la Samara Challenge questo è: la cretinata del momento, e ce n’ è state di più idiote. Destinata presto a esser sostituita da un altro gioco, da un’ altra internettiana sfida. Non sembra proprio argomento degno di una presa di posizione da parte del Codacons, l’ associazione dei consumatori normalmente impegnata su tematiche di ben altra rilevanza. Invece ecco le indignate parole del presidente Carlo Rienzi in persona. «Questa nuova moda, oltre ad apparire decisamente stupida, configura dei veri e propri reati. Si va dal procurato allarme, alla molestia, alla violenza privata, passando per il blocco stradale laddove si creino problemi di traffico a seguito degli avvistamenti». Segue invito a identificare le Samare e denunciarle in procura. Un po’ eccessivo, su. «La polizia non dà tregua al lenzuolo» potrebbe essere il titolo d’ una pellicola anni Settanta con Maurizio Merli. E comunque prendiamo atto che questa genialata di Samara a parecchi non va giù e chiediamoci: quale travestimento cinefilo sarebbe accolto con favore? Heidi scartiamola subito. È più inquietante di qualsiasi mostro da horror. Una bambina cui le caprette fanno ciao, non so se mi spiego. Avete idea di quanti allucinogeni bisogna assumere per veder le caprette che fanno ciao? Una vagonata, sicuro. Immaginate ora la scena. Andate in giro con i pomelli rossi, il vestitino da mare (sulle Alpi svizzere si crepa dal caldo, nessuno lo ignora), niente scarpe né calzini (né barba, se maschi), dicendo che i monti vi sorridono: i passanti più sensibili si allarmerebbero come non mai, per la vostra salute mentale. Il Pinguino imperatore? Anch’ esso da scartare. Avanza lento, barcollando forte. Sul marciapiede sai che spintoni e a ogni attraversamento, traffico bloccato. I supereroi? Una minestra riscaldata, ad Ancona ne sono comparsi tanti giusto l’ anno scorso. Conciati malissimo. Ciucchi da paura o diversamente svalvolati di loro. King Kong no, Cicciolina no. Ecco, ci sono: il tarantiniano Mr Wolf «risolvo problemi». Completo elegante, baffi, calma olimpica, quindi ai mascherati non resterebbe che risolvere davvero i problemi dei passanti. (D’ accordo, non di quelli che in macchina avessero «un negro che gli è esplosa la testa». Dicesi complicità in omicidio). © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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