La Costa si difende in Senato: "Nessun inchino concordato"
GROSSETO L’ inchiesta sul naufragio della Concordia prosegue: altri testimoni da sentire e l’ incidente probatorio sulla scatola nera sono gli elementi di un’ indagine di cui il procuratore capo di Grosseto, Francesco Verusio, ha voluto discutere ieri con i suoi sostituti Stefano Pizza, Maria Navarro ed Alessandro Leopizzi in una riunione-fiume. Verusio ha fatto quindi sapere che in relazione al naufragio "ha sollecitato un incontro con il Procuratore generale presso la Corte d’ Appello di Firenze, Beniamino Deidda, già informato delle attività di indagine". L’ incontro tra pg della Toscana e magistrati inquirenti di Grosseto potrebbe segnare una svolta dell’ indagine, forse l’ entrata in scena di nuovi indagati. Gli accertamenti intanto vanno avanti: sia le autopsie sui corpi recuperati, sia l’ organizzazione dell’ incidente probatorio sulla scatola nera, sia la perizia sui test tossicologici a Schettino, con l’ incarico conferito al professor Marcello Chiarotti. Il prossimo 3 marzo si terrà la prima udienza dell’ incidente probatorio richiesto dalla Procura di Grosseto. La notifica riguarda anche tutti i passeggeri e i membri dell’ equipaggio. Oltre ai 4.228 tra passeggeri e membri dell’ equipaggio si presenteranno all’ udienza come parti offese anche il Codacons e la Costa Crociere, la compagnia di navigazione che però rischia di essere a sua volta coinvolta nell’ inchiesta. E il legale di Schettino ha depositato presso la cancelleria del Tribunale del Riesame di Firenze il ricorso contro gli arresti domiciliari nei confronti del capitano. Per la difesa il pericolo di reiterazione del reato è solo una "congettura del gip". L’ udienza per decidere sulla domanda di Riesame è stata fissata per il 10 febbraio. Intanto il presidente e amministratore delegato di Costa Crociere Pierluigi Foschi, nel corso di un’ audizione al Senato, ha dato la sua versione della sciagura. Il 13 gennaio al largo dell’ isola del Giglio è avvenuto un "tragico incidente che non doveva avvenire e poteva non avvenire", ha spiegato. Riguardo all’ ipotesi che il personale non fosse sufficientemente addestrato, l’ ad ha parlato di "accuse ignobili e ingiuste". Foschi ha anche rigettato la tesi per cui l’"inchino" al Giglio sarebbe stato concordato con il capitano: "Il fatto di avvicinarsi alle coste non è vietato, di per sé non è una pratica rischiosa se si seguono i protocolli. Ma di certo non si fa navigando alla velocità di 16 nodi in quelle condizioni". In mare, vento impetuoso e acque molto mosse hanno interrotto una volta ancora le operazioni attorno al relitto della Concordia. Nel pomeriggio, però sono riprese le ricerche dei 22 dispersi nel naufragio. "Trovare qualcuno vivo sarebbe un miracolo", ha spiegato il capo della Protezione civile Franco Gabrielli. Mentre sono stati identificati altri tre cadaveri: tre tedeschi. Restano così tre i corpi non identificati dei 16 recuperati. Per lo svuotamento dei serbatoi, "è realistico pensare di iniziare il pompaggio sabato", ha dichiarato Martijn Schuttevaer, portavoce della Smit Salvage, la società olandese incaricata dell’ operazione. Se il relitto sverserà carburante in mare, lo Stato si costituirà "per forza" parte civile per danno ambientale, ha intanto chiarito il ministro dell’ Ambiente Corrado Clini.
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