La Corte dei conti indaga sul Flaminio
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fonte:
- Il Tempo
nel mirino dei pm contabili l’ abbandono e il «danno erariale da disservizio» l’ inchiesta aperta dopo un esposto del codacons sull’ incuria dello stadio
Valeria di Corrado Prima riconsegnato in pessimo stato dal Coni e ora abbandonato all’ incuria dal Comune. La Procura della Corte dei conti del Lazio ha aperto un fascicolo sullo stadio Flaminio. L’ indagine delegata al pm Massimiliano Mi nerva è partita da un esposto presentato nel 2016 dall’ associazione dei consumatori Codacons sulla mancata valorizzazione dell’ impianto sportivo, al cui interno il 2 febbraio è stato trovato morto un clochard cingalese di 68 anni. Nel 1956 fu indetto un concorso per rimpiazzare il vecchio stadio Nazionale, che fino al 1953 (annodi costruzione dell’ Olimpico) veniva utilizzato per disputare le partite di calcio dalla Ss Lazio e dall’ As Roma. Il progetto designato fu quello di Antonio Nervi, figlio dell’ ingegnere Pier Luigi Nervi. I lavo ri iniziarono nel luglio 1957, immediatamente dopo la demolizione dello stadio Nazionale, e terminarono nel 1958. Sotto le tribune furono costruite una piscina coperta per allenamenti e cinque palestre per pugilato, ginnastica e atletica pesante. L’ inaugurazione avvenne il 12 marzo 1959 in diretta televisiva. In occasione delle Olimpiadi del ’60 ospitò le fasi finali del torneo di calcio. Negli anni ottanta il Flaminio tornò a essere saltuariamente utilizzato dalla Lazio per i suoi incontri di Coppa Italia e in modo fisso dalla Lodigiani, all’ epoca terza società professionistica della Capitale. Con l’ ammissione dell’ Italia al torneo di rugby del “Cinque Nazioni”, rinominato dal 2000 “Sei Nazioni”, la Federazione Italiana Rugby scelse l’ impianto per gli incontri interni, prima di decidere di trasferirsi all’ Olimpico, per ragioni di capienza. L’ ultima partita ufficiale della palla ovale si è giocata il 12 marzo 2011: Italia -Francia. Dal punto di vista amministrativo il Flaminio venne affidato al Coni con deliberazione di Giunta del 21 marzo 1997, anche se la proprietà è sempre rimasta al Comune. Il 24 gennaio 2008 l’ Assemblea capitolina prese atto della rinuncia del Comitato olimpico nazionale alla concessione, anche se al suo interno continuavano ad allenarsi alcune federazioni: pugilato, nuoto, lotta e ginnastica artistica. Sarebbe dovuta subentrare la Federazione Italiana Rugby, ma l’ affidamento non è mai stato perfezionato. Coni Servizi spa ha manifestato più volte la volontà di restituire il possesso dello stadio a Roma Capitale. È stato necessario un atto giudiziario perché il Comune se lo riprendesse nel 2015. Ora sta ai pm contabili stabilire a chi addebitare l’ eventuale danno erariale da disservizio.
valeria di corrado
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