La Corte dei conti dà ragione a Raineri, Anac sconfessata
LORENZO D’ ALBERGO SI tratta solo di un’ archiviazione, ma nell’ economia della politica capitolina l’ ultimo decreto firmato dai magistrati della procura della Corte dei conti pesa come una condanna. Pesante, ineludibile: la giudice milanese Carla Raineri, ex capo di gabinetto della giunta Raggi defenestrata dal Movimento 5 Stelle sulla base di un parere dell’ Anticorruzione, secondo la magistratura contabile era stata invece nominata con la giusta procedura. Con quell’ articolo 110 del Tuel bocciato, al contrario, proprio dall’ Anac di Raffaele Cantone. Lette oggi, le motivazioni con cui le toghe di viale Mazzini hanno chiuso il fascicolo “Raineri” gettano un’ ombra in più sulla manovra con cui il Campidoglio a guida grillina, nella notte tra il 31 agosto e il primo settembre, scaricò la magistrata. «Non è emersa nessuna grave irregolarità – si legge nel documento depositato nelle ultime ore – la determinazione del trattamento retributivo percepito dal 22 luglio al 31 agosto, fino alle dimissioni è coerente, pari a quello da magistrato. Non è censurabile l’ applicazione dell’ articolo 110 del Tuel, attese le dimensioni del gabinetto del Comune di Roma: 260 dipendenti, tre direzioni, più una speciale per il Giubileo». Così il fascicolo aperto sulla scorta di un esposto del Codacons, che chiedeva di accertare il presunto danno causato all’ erario del Comune dai 193mila euro annui che la sindaca Virginia Raggi ha garantito a Carla Raineri fino alla rottura, è stato archiviato. «La sua figura (di Raineri, ndr) non può che essere assimilabile a quella di una dirigente», continua il decreto che cita anche i due contrapposti orientamenti dell’ avvocatura capitolina sulla nomina dell’ ex capo di gabinetto. A fare chiarezza è la Corte dei conti: «Risulta inapplicabile l’ articolo 90 del Tuel, solitamente applicato per comuni e uffici di piccole dimensioni. Non si comprende quindi il primo parere dell’ avvocatura del Comune di Roma ». Un documento che, al pari di quello formulato dall’ Anac e richiesto dall’ inquilina di Palazzo Senatorio alla presenza dell’ ex braccio destro Raffaele Marra e dell’ ex capo della sua segreteria politica Salvatore Romeo, riteneva invece «impropria l’ applicazione dell’ articolo 110 del Tuel». E quindi illegitima la nomina di Carla Raineri. Contattata in serata, l’ ex capo di gabinetto – ruolo rimasto scoperto dal giorno in cui la magistrata ha lasciato il Campidoglio – ha commentato così la notizia: «Non so ancora nulla. Lo apprendo da voi, anche se personalmente ho già presentato un accesso agli atti tramite il mio avvocato. Se così fosse, significa che sono uscita dal tunnel. Pian piano sto collezionando una serie di verità che avevano bisogno di tempo per venire alla luce. La scorrettezza di Raggi, Marra e Romeo me le potevo aspettare, ma dal presidente dell’ Anticorruzione proprio no, non è accettabile ». Ancora ignaro dell’ archiviazione, ieri sera Raffaele Cantone è tornato proprio sul parere sull’ incarico a Raineri: «Siamo stati accusati di essere stati di aiuto all’ amministrazione Raggi – ha spiegato il vertice dell’ Anac a Otto e mezzo – quando ci siamo espressi sulla nomina del capo di gabinetto e di un assessore e ora veniamo accusati del contrario. Credo che sia la prova della nostra indipendenza e di come operiamo senza favoritismi». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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