5 Giugno 2007

La Corte d`Appello annulla la prededente condanna per le antenne del Papa a Cesano

Libera di “lanciare“ onde. Non sono oggetti Radiovaticana assolta. Protestano gli abitanti

La Corte d`Appello annulla la prededente condanna per le antenne del Papa a Cesano. Resta aperto il procedimento per omicidio colposo in attesa della perizia epidemiologica

Le onde elettromagnetiche non sono “oggetti pericolosi“. Così ha sentenziato dopo un`ora di camera di consiglio la Corte d`Appello di Roma mandando assolti gli ex dirigenti di Radio vaticana che erano stati condannati in primo grado. Secondo i giudici l`articolo 674 del Codice penale, quello che punisce il “lancio di oggetti pericolosi“, non sarebbe applicabile alle potenti onde radio emesse dal centro trasmittente della radio pontificia a Cesano, nell`estrema zona nord della Capitale. Per la Corte, “il fatto contestato non è contemplato come reato dalla legge italiana“. Radiovaticana parla subito di “viva soddisfazione perché la Corte ha riconosciuto la correttezza dei comportamenti della radio dando un decisivo contributo a ristabilirne il buon nome“. Poi il direttore Federico Lombardi mitiga un po` i toni: “Ciò che è più importante per noi – afferma – non è un`assoluzione che ad alcuni può apparire formale, ma un vero ristabilimento della verità delle cose, che si comprenda che ci siamo da sempre preoccupati di osservare le più serie norme cautelative e che quindi non vi è motivo fondato per pensare che la nostra attività sia stata o sia nociva“. In realtà la sentenza non tocca il merito della faccenda cioè l`accusa di aver superato sistematicamente i limiti di emissione e il sospetto ancora più pesante di aver provocato in questo modo una aumento delle leucemie nella zona. I legali dei due prelati già condannati nel primo processo, il cardinale Roberto Tucci e padre Pasquale Borgomeo, sottolineano infatti che “la decisione ha chiarito“ solo “un problema di diritto“. D`altra parte anche il Pm aveva proposto il proscioglimento, ma per prescrizione dei termini. La partita resta comunque aperta. Il Codacons preannuncia un ricorso in Cassazione al quale probabilmente aderiranno i Comitati degli abitanti Roma Nord, come ci conferma il presidente del loro Coordinamento, Raffaele Capone. “E` una sentenza gravissima“, reagiscono immediatamente i comitati, “è in contrasto con diverse sentenze della Cassazione, eccetto una; può essere paragonata solo a quella del giudice Calabria quando ritenne che Radiovatiana non fosse processabile in quanto ente fondamentale della Santa sede ai sensi dei Patti lateranensi. Successivamente la Cassazione sostenne l`opposto“. Quella delle antenne del Papa è infatti una lunga storia. Radiovaticana, che assicura di contenere le emissioni “dal 2001 nell`assoluto rispetto della normativa italiana“, si è sempre opposta alla denuncia degli abitanti e alle iniziative giudiziarie su vari piani, dalla rivendicazione della extraterritorialità dell`impianto radio di Santa Maria di Galeria fino all`intervento dell`oncologo Umberto Veronesi per negare che le onde elettromagnetiche possano essere causa di leucemie. Ma è proprio questo il capitolo tuttora irrisolto della contesa. Raccogliendo le denunce della popolazione, infatti, nel novembre 2006 la Procura di Roma affidò una perizia epidemiologica ad Andrea Micheli dell`Istituto europeo dei tumori di Milano, per accertare se esista un nesso tra la pioggia di onde e i numerosi casi di leucemia, mieloma e linfoma che si sono verificati nella zona “annaffiata“ dalle antenne del Vaticano e da quelle del vicino impianto radar della Marina. Gli stessi ex direttore ed ex presidente di Radiovaticana, Borgomeo e Tucci, ora assolti per “lancio di oggetti pericolosi“ restano indagati per omicidio colposo, insieme al tecnico dell`emittente Costantino Pacifici e a tre responsabili dell`impianto militare. Ma ci vorrà tempo. L`indagine non sarà conclusa prima dell`estate 2008. Intanto il Coordinamento continua ad aggiornare il drammatico elenco degli abitanti affetti dalle patologie incriminate. “Dal marzo 2004 all`altro ieri siamo venuti a conoscenza di altri 26 casi – ci riferisce Capone – che si aggiungono a quelli anteriori al 2004“. “Ma solo tredici dei nuovi casi – prosegue il leader del Coordinamento – potranno essere presi in considerazione dalla perizia in corso perché essa esamina solo due categorie: la mortalità degli adulti tra il 1990 e il 2003 e l`incidenza sui bambini tra il 1989 e il 2005“. Capone contesta inoltre le rassicurazione dell`emittente vaticana: “Sta tuttora superando i limiti di legge con interferenze sulle apparecchiature elettriche ed elettroniche dei cittadini“. I comitati protestano anche contro il Ministero dell`ambiente e il Comune di Roma. Capone attacca: “Ci amareggia che le istituzioni siano completamente assenti. Le centraline di rilevamento nel territorio sono smantellate. Il caso di Radiovaticana sembra molto lontano da Veltroni e dal Campidoglio che già anni fa rifiutò di finanziare per 250 milioni un`indagine epidemiologica indipendente“.

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