La corsa dei carburanti non si ferma più i consumatori varano lo sciopero del pieno
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fonte:
- la Repubblica
MILANO – In un Paese che non rinuncia all´auto nemmeno per andare al bar per un caffè sarebbe un bel salto culturale. Ma i nuovi record del prezzo dei carburanti – che vengono ritoccati quotidianamente mano a mano che le regioni introducono le nuovi addizionali – ci porteranno ad assistere anche a questo: uno sciopero di due giorni della benzina da parte degli automobilisti per protestare contro il caro-rifornimento, indetto per domani e venerdì. Lo hanno lanciato ieri le associazioni dei consumatori aderenti al Casper (il coordinamento che raccoglie Adoc, Codacons, Mdc e Unc): invitano, ovviamente, i cittadini ad astenersi dal fare rifornimento per tutte le 48 ore. Lo scenario, del resto, è quello di prezzi medi sempre più in salita. Maggiormente penalizzate le regioni del Centro che per prime hanno applicato l´addizionale maggiorata: qui la verde è arrivata a sfiorare 1,8 euro. Mentre i prezzi massimi – secondo le rilevazioni di Qutidianoenergia.it sulle medie nazionali – raggiungono punte di 1,738 per la verde e 1,699 per il gasolio. C´è chi sta cercando di calcolare anche quanto peserà sul bilancio delle famiglie il nuovo aggravio di imposte. Ieri lo ha fatto il Codacons, partendo da una serie storica di dati. «In 10 anni – si legge in un una nota – il prezzo della benzina ha subito un incremento del 75%, mentre il costo del gasolio è più che raddoppiato con +104%. Nello stesso periodo del 2002 – continua l´associazione – la benzina costava mediamente 0,992 euro al litro, mentre per un litro di diesel si spendeva 0,836 euro. Per un pieno di benzina si paga oggi 37,3 euro in più rispetto a 10 anni fa, e per un pieno di gasolio più 43,3 euro». Ipotizzando quindi due pieni al mese, conclude il Codacons, "la maggiore spesa annua per l´automobilista medio è più 895,2 euro all´anno per un auto a benzina, e addirittura più 1.039,2 euro per un auto diesel». Del rincaro senza freni dei carburanti soffre anche il mondo agricolo. Dalle associazioni di categoria arriva l´ennesimo grido di dolore fatto di costi alle stelle e imprese destinate a chiudere. «Nel solo 2011 il costo aggiuntivo per il settore è stato pari a 2 miliardi di euro – ha stabilito la Cia (Confederazione italiana agricoltori – e se nel 2012 non si arresterà la tendenza l´aggravio salirà di altri 2 miliardi e mezzo». Un extra-costo che finirà per riversarsi sul carrello della spesa, visto che frutta e verdura viaggiano all´80% su gomma e che le spese di trasporto incidono – sempre secondo la Cia – per una media del 35-40% sul prezzo finale dei prodotti.
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