3 Settembre 2013

La coperta corta di Letta «lva, serve un miliardo per evitare l’ aumento»

La coperta corta di Letta «lva, serve un miliardo per evitare l’ aumento»

Entro il mese «servono 4,5 miliardi di euro». Lo dice il sottosegretario a Il’ Economia Pier Paolo Baretta, a Radio24. «Ci serve 1 miliardo per evitare l’ aumento dell’ Iva». Baretta continua il conteggio: «Poi ci servono altri 2 miliardi per coprire l’ abolizione della seconda rata Imu e poi un altro miliardo per la seconda tranche per la Cig» ed esodati. «Poi ci saranno da rifinanziare le missioni all’ estero, per cui servono 4-500 milioni». Ma sull’ Iva Baretta ritorna: «Entro fine mese bisogna trovare un miliardo per evitare l’ aumento dell’ Iva, ma non si può evitare di aumentarla per sempre. L’ Europa ci chiede di spostare le tasse dalle persone alle cose». Quello che Baretta in soldoni annuncia è che per la politica economica del governo in questo mese tutti i nodi verranno al pettine. Non ci sarà più tempo per ulteriori dilazioni, approssimandosi la fine dell’ anno e la chiusura dei conti, e sarà necessario individuare precise poste di bilancio da tagliare per evi tare il deprecato aumento dell’ Iva. Aumento che nessuno sembra volere, che le condizioni economiche del Paese difficilmente sopporterebbero ma che ad oggi non appare assolutamente scongiurato. Le parole del sottosegretario hanno, manco a dirlo, provocato reazioni a catena, a partire da quella del Codacons che ricorda come la stessa Costituzione (art.53) imponga un sistema tributario informato a criteri di progressività che verrebbero ulteriormente meno con il ventilato aumento. E intanto l’ Adusbef fa i conti in tasca all’ eventuale stangata: 207 euro a famiglia. La Cgia di Mestre, invece, ci racconta che l’ eventuale aumento di ottobre sarebbe l’ ottavo nella storia quarantennale della tassa. «Già oggi – spiegano al centro studi degli artigiani – condividiamo con Spagna, Olanda e Belgio il gradino più alto del podio dei principali paesi Ue che applicano l’ aliquota Iva più elevata. Se dal 1° ottobre il governo Letta non riuscirà ad evitare l’ ennesimo aumento, siamo destinati a staccare tutti e ad aggiudicarci la palma dei più tartassati da questa imposta tra i Paesi dell’ Unione europea.

 

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