24 Aprile 2019

La conta dei danni

di MILLA PRANDELLI – MARONE – EMERGENZA superata a Rogno e Marone, dove nei giorni del ponte pasquale sono andate in fiamme due aziende vitali per il territorio: la Valcart di Rogno, che impiega una cinquantina di persone e la Feltri Marone, che invece da lavoro a 150 tra operi e impiegati. In entrambi i casi la produzione è attualmente ferma e ancora non è stato deciso se verranno adottati ammortizzatori sociali. È però presumibile che una volta completata la stima dei danni questo accadrà, almeno nel caso di Marone. « I vigili del fuoco nel pomeriggio di Pasquetta ci hanno comunicato il cessato allarme – ha spiegato Dario Colossi, sindaco di Rogno – ora siamo in attesa dei dati che ci fornirà l’ Arpa e delle indicazioni che ci darà l’ Asl dopo un monitoraggio durato 72 ore. Solo se avremo rassicurazioni l’ ordinanza attualmente in vigore che prevede di tenere chiuse porte e finestre e che sospende tutte le attività ludiche all’ esterno terminerà». QUELLA DI ROGNO è stata gestita come una maxi emergenza. «Non solo hanno lavorato i vigili del fuoco permanenti e volontari della bergamasca e della vicina provincia di Brescia – continua Colossi – ma è anche stata attivata la colonna mobile della protezione civile della Provincia di Bergamo, con cui hanno collaborato gli operatori del 118 e le maestranze dell’ azienda». Non solo. Tutta Rogno ha vissuto l’ incendio alla Valcart con apprensione. «I cittadini hanno capito la situazione e che l’ ordinanza non è vessatoria – ha aggiunto il primo cittadino – e quindi non abbiamo avuto problemi particolari nonostante la Pasquetta. Il laghetto di Rogno, che è una meta tradizionale, invece che ospitare picnic è stato un provvidenziale fornitore dell’ acqua necessaria a spegnere il rogo. Un grazie va alle aziende e agli imprenditori dell’ area dove si trova la Valcart, che ci hanno messo a disposizione energia elettrica, spazi e mezzi». La Procura di Bergamo ha aperto una inchiesta per fare chiarezza sui fatti, mentre il Codacons Brescia ha presentato un esposto per danni ambientali. Fino al 2 maggio non si potrà conferire materiale alle isole ecologiche camune, chiuse per decisione della municipalizzata «Vallecamonica Servizi». Emergenza conclusa anche a Marone, dove ieri i vigili del fuoco sono tornati per diversi sopralluoghi e per controllare che non si fossero riaccesi focolai. L’ azienda è quasi completamente distrutta, così come gran parte dei macchinari. I dirigenti sono però intenzionati a ripartire nei tempi più brevi possibili. Anche in questo caso la collaborazione tra pompieri, protezione civile e dipendenti è stata importante, così come la costante presenza sul luogo dei fatti dei titolari, che non hanno voluto «lasciare soli i loro ragazzi». A Marone continua aa vigere l’ ordinanza che vieta il transito dei treni perché un muro è pericolante. Nel frattempo tra il paese e Sale Marasino si viaggia su autobus sostitutivi. Al momento non sono stati ravvistati danni per l’ ambiente. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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