7 Marzo 2019

La Consulta «salva» la legge Merlin

Francesca Mariani La Corte costituzionale «salva» la Legge Merlin e dichiara infondata l’ eccezione di incostituzionalità arrivata dal «processo escort» di Bari. Con una nota la Consulta fa sapere di aver respinto al mittente le questioni di legittimità costituzionale che «sostenevano, in particolare, che la prostituzione è un’ espressione della libertà sessuale tutelata dalla Costituzione e che, pertanto, punire chi svolge un’ attività di intermediazione tra prostituta e cliente o di favoreggiamento della prostituzione equivarebbe a compromettere l’ esercizio tanto della libertà sessuale quanto della libertà di iniziativa economica della prostituta, colpendo condotte di terzi non lesive di alcun bene giuridi Dopo la decisione della Consulta, può riprendere, a Bari, il processo di appello a Giampaolo Tarantini e gli altri imputati finiti alla sbarra per i festini organizzati nelle residenze dell’ ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. L’ eccezione di incostituzionalità sulla legge che portò nel 1958 alla fine delle case chiuse era stata avanzata dai difensori di Tarantini anche davanti ai giudici di primo grado che però non l’ avevano accolta. «La Corte costituzionale prosegue la nota – ha ritenuto che non è in contrasto con la Costituzione la scelta di politica criminale operata con la legge Merlin, quella cioè di configurare la prostituzione come un’ attività in sé lecita ma al tempo stesso di punire tutte le condotte di terzi che la agevolino o la sfruttino. Inoltre, la Corte ha ritenuto che il reato di favoreggiamento della prostituzione non contra sta con il principio di determinatezza e tassatività della fattispecie penale». Il «processo escort» si è chiuso in primo grado il 13 novembre del 2015: Giampaolo Tarantini stato condannato a 7 anni e 10 mesi, Sabina Began, soprannominata «l’ ape regina» dei festini, a un anno e quattro mesi, il pr Peter Faraone a 2 anni e 6 mesi e Massimiliano Verdoscia a 3 anni e sei mesi. Intanto, mentre la Corte Costituzionale salva la Legge Merlin, il Codacons – che nel 2014 è stato promotore di una proposta di legge presentata per regolamentare il settore diffonde tutti i numeri relativi alla prostituzione in Italia. «Il mercato del sesso registra nel nostro paese un fatturato che oramai supera i 4 miliardi di euro annui – spiega l’ associazione – Dall’ indagine realizzata dal Codacons emerge come siano circa 90.000 gli operatori stabili del sesso in Italia, per un numero di clienti pari a oltre 3 milioni di cittadini». «Nel periodo della crisi economica – continua il Codacons il fatturato della prostituzione cresciuto del 25,8% mentre il numero di soggetti dediti alla prostituzione è aumentato del 28,5%. Negli ultimi anni si è assistito ad una progressiva riduzione del numero di prostitute in strada, la cui percentuale rappresenta tuttavia ancora la fetta più consistente, pari al 60% del totale. Da contraltare si registra una forte crescita nel numero di lucciole che decidono di lavorare in casa o altre strutture non all’ aperto (40%)». Il 10% delle prostitute è minorenne, il 55% è costituito da straniere, provenienti principalmente dai paesi dell’ Europa dell’ Est (Romania, Bulgaria, Ucraina) e dall’ Africa (Nigeria in testa). Mediamente la spesa dei clienti abituali è 110 euro al mese.

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