20 Febbraio 2007

La Consob su Parmalat: era alterata l`informativa sui bond prima del crac

MILANO. È stata rinviata al 28 febbraio l`udienza preliminare nel procedimento nei confronti di cinque istituti di credito e di 13 loro funzionari accusati di aggiotaggio in relazione al crac Parmalat. Durante la scorsa udienza i pm Francesco Greco, Eugenio Fusco e Carlo Nocerino avevano ribadito la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di Deutsche Bank, Ubs, Citigroup, Morgan Stanley e la società di gestione del risparmio di Banca Intesa, Nextra. Ieri per la parte civile Consob, ha parlato l`avvocato Emanuela Di Lazzaro che ha spiegato come l`informativa che Parmalat fornì al mercato, in occasione delle quattro emissioni obbligazionarie precedenti al crac, “era alterata“. Intanto, il Codacons dell`Emilia-Romagna, nei primi mesi del 2007, registra diverse chiusure in via transattiva a favore dei propri iscritti che hanno chiamato in giudizio gli istituti di credito che avevano venduto Bond Argentini, Rimborsi che vanno dal 73 al 120%, dopo solo poco più di un mese dalla notifica dell`atto di citazione. “Anche per quanto riguarda i Bond Cirio e Parmalat, informa una nota del Codacons, nonchè per gli investimenti “4 for You“ i risultati sono buoni ma ciò nonostante il numero di azioni promosse è troppo basso rispetto all`enorme numero di investitori che restano alla finestra. A molti di coloro che hanno fatto gli investimenti in Bond Argentini, le banche hanno fatto sottoscrivere un impegno a non agire contro la banca affidando alla stessa il compito di agire contro lo Stato Argentino tramite una task force. Queste persone che non desiderano aspettare chissà quanti anni per avere indietro i loro investimenti possono revocare tale incarico ed agire contro la banca così come non hanno perso il diritto ad agire contro l`istituto di credito coloro che hanno accettato in cambio i nuovi titoli argentini“.

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