14 Maggio 2011

La Consob dà il via libera all’ opa Lactalis su Parmalat

Si fa meno accidentata la strada di Lactalis verso il controllo di Parmalat. Ieri è giunto il via libera della Consob al documento in cui si formalizza l’ opa sul gruppo di Collecchio al prezzo di 2,6 euro per azione

 Dopo l’ accelerazione in settimana dell’ indagine milanese su insider trading e aggiotaggio in relazione al passaggio di mano del 15% della Parmalat, ieri i francesi di Lactalis hanno ritrovato il sorriso grazie all’ atteso pronunciamento della Consob sulla correttezza dell’ opa lanciata sul gruppo di Collecchio. L’ Autorità di controllo della Borsa ha approvato il prospetto dell’ offerta, che avrà quindi inizio il prossimo 23 maggio per terminare l’ 8 luglio, salvo eventuali proroghe. Un documento, quello con gli estremi dell’ opa, che dalla giornata odierna è a disposizione del pubblico. In particolare, l’ offerta, promossa da Sofil S.a.s. anche per conto di B.S.A. e di Lactalis, riguarderà 1,234 miliardi di azioni Parmalat, pari al 71,031% del capitale, ovvero tutti i titoli che non sono già in mano transalpina (quasi il 29%). Il prezzo di offerta è di 2,6 euro, con il pagamento dei titoli che avverrà il quinto giorno di Borsa aperta successivo al termine del periodo di adesione. Il pronunciamento della Consob è un passo decisivo sulla strada che dovrebbe portare Lactalis ad assumere il controllo dell’ azienda italiana, anche se quando si parla di parmalat il condizionale è sempre d’ obbligo. Ad esempio, il Codacons ha già fatto sapere che sull’ opa l’ ultima parola spetta al Tar del Lazio, dove pende un ricorso presentato insieme all’ Associazione utenti servizi finanziari, bancari e assicurativi. «La decisione della Consob verrà portata davanti ai giudici del Tar – ha spieEURO/DOLLARO 1,4190 FTSE MIB -0,11% ALL SHARE -0,14% gato il presidente Carlo Rienzi – attraverso dei motivi aggiunti al nostro ricorso, nei quali ribadiremo la richiesta di annullamento dell’ intera operazione». Per le due associazioni, l’ Opa di Lactalis, «impresa francese che da anni non pubblica i bilanci, non rispettando il principio di trasparenza e non consentendo scelte consapevoli per nessuno dei soggetti coinvolti: investitori, Parmalat, parti sociali e consumatori». Intanto, il pronunciamento dell’ Autorità di controllo causa una nuova riunione del cda di Parmalat, chiamato a sua volta ad esprimere le sue valutazioni sull’ offerta d’ acquisto dei francesi. La convocazione non è stata ancora ufficializzata ma è comunque prevista per martedì prossimo. Sul tavolo dei consiglieri ci sarà la "fairness opinion", messa a punto dall’ advisor Goldman Sachs e dagli studi legali incaricati, relativa alla congruità del prezzo per azione offerto da Lactalis. Infine, c’ è da registrare la presa di posizione della Coldiretti: «L’ italianità per noi significa latte italiano, valorizzazione dell’ agricoltura italiana e del Made in Italy che contiene prodotti italiani – ha dichiarato il presidente Marini -. Se questo lo fa Lactalis meglio di come oggi lo fa Parmalat, benvenuta Lactalis».
 

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