LA CONFESERCENTI: ORMAI È CACCIA ALLE STREGHE
-
fonte:
- Il Mattino
Caccia ai commercianti furbi. Ad ogni costo. L?Intesa dei consumatori alza il tiro. E lancia la sua ultima provocazione: un nuovo articolo del Codice penale per punire chi con i prezzi fa come gli pare. La proposta per mettere con le spalle al muro i negozianti dal rincaro-facile è questa: accanto all?articolo 501 che punisce il reato di aggiotaggio (che commette chi turba il mercato interno dei valori o delle merci divulgando notizie false per provocare un aumento o un calo dei prezzi) andrebbe introdotto un «501 bis» contro gli esercenti che aumentano i prezzi di oltre il triplo rispetto all?incremento dell?inflazione. Pronta una multa tra i 500 e i 50 mila euro.
Una proposta della quale è chiara l?origine (la rabbia spesso giustificata nei confronti dei continui rincari) ma non le conseguenze. I consumatori non spiegano come confrontare singoli beni con indici di settore. Né dicono chi dovrebbe controllare i prezzi uno per uno. Inoltre il punto più debole appare proprio l?ipotesi di configurare un cartellino rovente come un reato: in un?economia basata sul principio di libertà del prezzo nessun consumatore è obbligato a comprare per forza un prodotto. Può tranquillamente girare i tacchi e spendere il suo denaro da un?altra parte. Infine, nel Codice, un articolo 501 bis già esiste. Risale al 1976 e prevede la pena fino a tre anni di reclusione per chi, nell?esercizio di qualsiasi attività produttiva o commerciale, compia manovre speculative per turbare l?equilibrio del mercato.
Chi proprio non ci sta, com?è naturale, sono i commercianti. Secondo la Confesercenti, l`Intesa dei consumatori ha dato il via a una vera e propria «caccia alle streghe» che rischia di trasformare la guerra dei prezzi «in una guerra tra commercianti e consumatori», come dice il presidente Marco Venturi.
Ma le associazioni dei consumatori non si arrendono e propongono ai cittadini di «disdire i conti correnti aperti nella banche che hanno venduto bond argentini e titoli fregatura, di boicottare le pompe di benzina Erg e Esso, colpevoli degli aumenti maggiori e di ricorrere al giudice di pace per avere il rimborso del 20% sulle polizze pagate dal `95 al 2000 alle compagnie assicurative multate dall?Antitrust». Non solo. Denunciano anche la scomparsa delle monete da 1 e 2 centesimi, «introvabili persino agli sportelli bancari perché la Banca d?Italia non le fornisce». Infine l?ultima bordata è per il presidente dell?Istat, Luigi Biggeri, accusato di gestire l?istituto come un «baraccone».
L?incubo del carovita, secondo l?Intesa, tormenta soprattutto i pensionati. Sono proprio loro i più colpiti dall?ondata di aumenti: negli ultimi due anni la loro spesa è rincarata del 22,5%, oltre il doppio rispetto a quella degli impiegati (+11%); delle casalinghe (+7%) e degli studenti (+12,6%). Le associazioni hanno disegnato una giornata tipo per quattro fasce di italiani. La casalinga, tra la colazione per 4 persone, la merenda per i figli, la spesa al mercato, il parrucchiere e la cena spendeva 135 mila lire nel 2001 e spende 74,55 euro adesso: il 6,9% in più. L?impiegato tra colazione, sigarette, giornale, caffè, benzina, pizza, prelievo al Bancomat e pranzo è passato da 63 mila lire a 36 euro e 16 centesimi: rincaro dell?11%. Uno studente per autobus, pizzetta, quaderno, cinema, giornaletti, pub, merenda e 5 messaggini arriva a 21 euro e 60 centesimi dalle 37.200 lire, pagando il 12,6% in più. E veniamo al pensionato: tra le sue spese figurano voci quali il gioco del Lotto, che è diventato più salato del 93%, il conto corrente postale salito del 29%, i videogiochi e le giostre per i nipoti che l?Intesa ha segnato in aumento del 93% e le aspirine rincarate del 7,5%. Quanto basta a fargli spendere il 22,5% in più rispetto a due anni fa.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
-
Tags: aggiotaggio, antitrust, assicurazioni, aumenti, Banche, commercianti, Confesercenti, conti correnti, esso, Inflazione, intesa, Istat, Prezzi
