15 Dicembre 2006

La coldiretti. Metà spesa alimentare è anonima

Otto italiani su dieci (l`82% circa) acquistano abitualmente prodotti agroalimentari di origine nazionale, in quanto considerati più sicuri (per l`84% dei consumatori). Ma purtroppo metà della spesa alimentare è destinata all`acquisto di prodotti ancora anonimi. L`indicazione arriva dall`indagine condotta nell`ambito del progetto Eataly – Mangioitaliano promosso dalle associazioni dei consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons, Federconsumatori e Ancc-coop), presentata ieri a Roma. Dai risultati della ricerca emerge anche che il 96% dei consumatori ritiene che dovrebbe essere sempre indicato in etichetta il luogo di allevamento o coltivazione dei prodotti agricoli contenuti negli alimenti e che due consumatori su tre (67%) sono disposti a pagare un prezzo superiore per un prodotto che dia più garanzie.Il rischio, hanno sottolineato da Coldiretti commentando i dati, è che venga `spacciato` sul mercato nazionale ed estero il falso made in Italy a danno degli imprenditori e dei consumatori. Questo nonostante le diverse norme di legge già da tempo in vigore. Per questo, l`organizzazione agricola chiede `maggiore responsabilità del sistema produttivo nazionale, dal campo alla tavola, e delle istituzioni a difesa della trasparenza dell`agroalimentare`, e ricorda che il comparto vale oltre 180 miliardi di euro e rappresenta circa il 15% del prodotto interno lordo, secondo solo al comparto manifatturiero. Si tratta, cioè, `di stringere le maglie larghe di una legislazione sulla quale cresce il mercato mondiale delle imitazioni di prodotti alimentari made in Italy che vale 50 miliardi di euro, pari a circa la metà dell`intero fatturato del settore originale`, hanno sottolineato dall`organizzazione.Inoltre, malgrado `le resistenze a livello nazionale e comunitario, occorre difendere e completare`, ha sostenuto la Coldiretti, `il percorso già iniziato a livello europeo dove sono state adottate le norme per l`etichettatura di origine della carne bovina a partire dal 1° gennaio 2002, dopo l`emergenza mucca pazza, per l`indicazione della varietà, qualità e provenienza dell`ortofrutta fresca, il codice di identificazione delle uova a partire dal 1° gennaio 2004, il paese di origine in cui è stato raccolto il miele dal 1° agosto 2004, mentre in Italia è stata prevista, grazie alla mobilitazione della Coldiretti, l`etichetta di origine anche per il latte fresco dal giugno 2005, per la carne di pollo dal 17 ottobre 2005 e per la passata di pomodoro dal 15 giugno 2006`.

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