2 Aprile 2020

`La Coldiretti: «Gli aumenti non arrivano dai produttori, ma dai passaggi della filiera»

CONSUMI MESTRE Le carote con un rincaro di oltre il 50%, a volte addirittura raddoppiate, le zucchine a +30%, saponi e detersivi per la disinfezione e la pulizia alle stelle. Non passano inosservati gli aumenti dei prezzi in alcuni negozi di alimentari e supermercati della provincia e si moltiplicano, nelle ultime settimane, le segnalazioni di anomalie alle segreterie delle associazioni dei consumatori. Aumenti arrivati anche alle orecchie delle categorie che rappresentano allevatori e agricoltori veneziani, le quali assicurano che non è dalla base che partono i rincari, ma che eventuali aumenti riguardano altri passaggi della filiera. I RINCARI L’ Adico, per esempio, riceve frequenti segnalazioni, dagli aumenti di oltre il 30% sulle zucchine e altra frutta e verdura, fino al 100% in un caso in cui le carote sarebbero passato dai 40 centesimi al chilo agli 80 tra inizio marzo e oggi. «Rileviamo aumenti diffusi anche su prodotti non freschi come pasta, farina, zucchero – spiega il presidente Carlo Garofolini -, ma anche su saponi e detergenti e su prodotti a lunga scadenza di cui i clienti fanno scorta». Una situazione che riguarda solo alcuni supermercati, mentre sono ancora tanti a proporre prodotti convenienti o i prezzi di febbraio, ma, con le limitazioni del decreto, non si può più scegliere dove andare. «Stiamo lanciando la campagna antispeculazione – aggiunge Garofolini -. Raccogliamo le segnalazioni, se possibile anche con documentazione fotografica, all’ indirizzo info@associazionedifesaconsumatori.it e, se ci saranno punti vendita particolarmente truffaldini, presenteremo un esposto». Alcune segnalazioni sarebbero già nelle mani della Guardia di finanza. Anche il Codacons, che stima un aumento del carrello della spesa dell’ 1,2% in marzo, invita i consumatori a denunciare prezzi lievitati. «I reclami riguardano rincari su mascherine e prodotti igienizzanti e, nell’ alimentare, su pasta e farina che registrano impennate da 30 a 90 centesimi» commenta il presidente veneto Franco Conte. Condacons riceve segnalazioni all’ indirizzo codacons.veneto@gmail.com: «Interesseremo le Procure del Veneto affinché valutino l’ esistenza dei presupposti dell’ aggiotaggio e di manovre speculative. La normativa impedisce di selezionare il negozio e scegliere in base ai prezzi: approfittarne è un’ aggravante e un atto di inciviltà». «STOP ALLE SPECULAZIONI» Che origine hanno questi aumenti? In alcuni casi sarebbero in realtà giustificati dall’ aumento della domanda e dall’ esaurimento delle scorte. Da Coldiretti Venezia fanno l’ esempio delle uova, che registrano un aumento del consumo del 40%, forse per la tendenza a dilettarsi nei dolci fatti in casa (confermata dalla scomparsa del lievito dagli scaffali), ma anche per il calo nella vendita della carne. «Un nostro associato, che ha un’ azienda agricola a Scorzè e rifornisce alcune catene di ipermercati, ci spiegava che aveva di gran lunga aumentato le consegne delle uova. Tuttavia i prezzi sono rimasti invariati» spiegano dall’ associazione. Per quanto riguarda altri prodotti come il latte, i prezzi si sono addirittura abbassati. Molti caseifici, per esempio, hanno diminuito di 5 centesimi il costo al litro, che era già basso, a causa della diminuzione dei consumi dovuta alla chiusura di bar, hotel e ristoranti». Se crollano le vendite nel settore vitivinicolo e per gli agricoltori che producono per mense scolastiche e turismo, non soffre chi tra i canali di vendita ha la grande distribuzione. «Ma gli agricoltori hanno mantenuto inalterato il prezzo di vendita e si sono anche messi a disposizione per organizzare iniziative di solidarietà. Gli aumenti non partono dalla nostra categoria e siamo i primi a invitare la grande distribuzione, che sta lavorando tantissimo, a non speculare su questa situazione». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
melody fusaro

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox