30 Gennaio 2008

La class action del contatore “Misuratori vecchi“

A GONFIARE Le bollette del gas non sarebbe solo il caro-petrolio ma anche il sistema di misurazione. Ovvero milioni di contatori talmente vecchi e malconci da calcolare anche il gas fantasma. Ovvero farci pagare quello che non consumiamo (in media il 10% in più) per un totale di almeno 500 milioni di metri cubi all`anno. E` questo l`esito a cui è giunta la perizia ordinata dai pm milanesi Sandro Raimondi e Letizia Mannella all`interno dell`inchiesta sulla corretta misurazione dei consumi di gas che aveva già portato nel maggio del 2007 ad accusare a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla truffa i vertici delle principali società del settore come l`Eni e le controllate Snam Rete Gas e Italgas, la milanese Aem e l`Arcalgas. Quindi manager del calibro di Scaroni, Malacarne, Locanto e Zuccoli. Nella scorsa primavera oggetto della denuncia, che aveva fatto accendere i fari anche all`Authority per l`energia elettrica e il gas, era la misurazione del gas trasportato nelle grandi reti. Adesso, dai metanodotti si è passati ai contatori di casa. E il risultato sembra lo stesso: il gas sarebbe misurato col trucco. Un`ipotesi di reato che ha già fatto scendere in campo le associazioni dei consumatori pronte, come Codacons e Adoc (che nei prossimi giorni metterà a disposizione i moduli sul suo sito) ad avviare class action contro le aziende per restituire alle famiglie il maltolto, almeno 120-150 euro all`anno. Sempre Codacons e Adoc hanno annunciato l`intenzione di costituirsi parte civile nel procedimento per ottenere il rimborso delle maggiori somme pagate e consigliano ai consumatori danneggiati di conservare le bollette e inviare al proprio gestore una raccomandata nella quale si chiede il rimborso delle erogazioni, rimborso che per l`Unione consumatori ammonterebbe a 150 euro l`anno e varrebbe per gli ultimi cinque anni. RESPONSABILI della presunta truffa del gas, come ricorda l`Adiconsum, sono i contatori vecchi che misurano (sbagliando) i metri cubi. Una denuncia che Adiconsum aveva già fatto (chiedendo all`Authority di intervenire per verificare quelli installati prima del 1998) e ora viene avvalorata dalla perizia che ha dimostrato come su una cinquantina di contatori esaminati (ma ieri la Gdf ne ha sequestrati altri 120 dell`Italgas a Bussero nel Milanese per ampliare il campione) tutti quelli più vetusti (una trentina) con la membrana naturale hanno manifestato margini di errore dal 6 fino al 15%. E calcolando che in Italia sarebbero almeno cinque milioni i contatori con questa membrana (poi sostituita da quella sintetica) si arriva a 500 milioni di metri cubi di gas pagato e mai consumato. Del resto, dopo Milano, anche da Bologna, attraverso l`Uppi, arriva la conferma di almeno cinquanta segnalazioni ma i casi (con anche reclami a Hera) sarebbero oltre mille. Com`era giù successo l`anno scorso è arrivata la difesa delle aziende coinvolte. Snam Rete Gas fa sapere di essere estranea alla perizia non occupandosi di consumatori finali. Italgas conferma l`assoluta correttezza ed esclude qualsiasi truffa ricordando come su 6 milioni di suoi contatori solo 1,8 ha più di 25 anni ma è in atto un piano per sostituirli. L`Aem, di recente convolata a nozze con l`Asm di Brescia, sottolinea il massimo rispetto verso l`inchiesta fiduciosa che non emergerà un danno verso i consumatori. Ma invoca anche leggi più chiare perchè per le aziende non c`è obbligo di sostuire i vecchi contatori la cui membrana, ammette, ispessendosi nel tempo non consente una corretta misurazione. Dura, infine, la replica di Bruno Tani, presidente di Anigas secondo il quale “la stragrande maggioranza dei contatori di gas in Italia è in regola“ e i risultati della perizia “non hanno alcuna corrispondenza con quella che è la realtà sul campo da noi conosciuta“.

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