7 Novembre 2010

La class action degli aspiranti notai

MILANO – L’ ombra di un’ inedita «class action» si allunga sul concorso per notai che giorno fa è stato sospeso perché la traccia fornita era già nota ai concorrenti che avevano frequentato la scuola di formazione per il notariato di Roma. Un evento senza precedenti per il quale è ancora in corso un’ indagine della procura della Repubblica di Roma per accertare quanti e quali reati siano stati commessi. Il concorso però si farà. E in tempi brevi. Questo l’ annuncio diramato ieri dal ministro della Giustizia, Angelino Alfano, che ha voluto tranquillizzare il notariato italiano e tutti i concorrenti. Le prove saranno annullate ma il bando di concorso salvato e si provvederà al rinnovo totale della commissione esaminatrice. «Ho attentamente studiato gli atti che mi sono stati trasmessi dalla commissione – ha spiegato il Guardasigilli – e ho deciso di salvare il bando di concorso per evitare che tanti laureati siano penalizzati da ulteriori ritardi derivanti dalla pubblicazione di un nuovo bando». Il Consiglio nazionale del notariato approva la scelta del ministro: «E’ una soluzione – dice Giancarlo Laurini, presidente del Cnn – che conferma la serietà e l’ affidabilità del notariato italiano. Bisognava far ripartire subito la macchina organizzativa per non vanificare lo studio e l’ impegno di tanta gente. Adesso abbiamo solo bisogno di dimenticare questo gravissimo episodio». Non tutti però hanno voglia di dimenticare. Ecco perché il Codacons ha dato seguito a quanto annunciato nei giorni scorsi: un ricorso contro il ministero della Giustizia per il risarcimento dei danni materiali e morali subiti. Adesso l’ associazione dei consumatori è passata alla fase pratica pubblicando sul suo blog i moduli attraverso i quali chi ha partecipato al concorso può aderire all’ iniziativa. «Lo scopo del ricorso – spiega il presidente Carlo Rienzi – è quello di ottenere il riconoscimento dei diritti dei candidati che hanno sostenuto l’ esame. Vogliamo far ottenere loro il risarcimento di tutti i danni materiali e morali subiti. Sono tante infatti le spese sostenute da chi ha partecipato all’ esame: biglietti del treno, pernottamento in albergo, corsi di preparazione, libri, ecc. Per non parlare di chi, per prepararsi alla prova, ha rinunciato a lavori e ha investito il proprio tempo libero nello studio, rinunciando a svaghi e divertimenti. Abbiamo casi di ragazzi che si sono licenziati o hanno chiesto l’ aspettativa per poter studiare in vista del concorso, e che quindi hanno subito danni enormi». Intanto, sul tav o l o d e l mi n i – stro Alfano si accumulano le interrogazioni parlamentari provenienti soprattutto da area leghista («commissione troppo sudista e poco trasparente»). E Geronimo La Russa, figlio del ministro della difesa, che, avendo partecipato al concorso «all’ insaputa del papà», ha già annunciato di volersi costituire parte civile nel processo penale. Insomma il concorso si farà, ma forse non sarà l’ atto finale di tutta questa vicenda.

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