2 Aprile 2012

LA CITTADINANZA

“Gli immigrati. Tra problematicità, sistemi di tutela e sistemi di sostegno” è un progetto finanziato dal Forum ANIA – Consumatori con l’intento di attivare un percorso di informazione, assistenza e supporto finalizzato all’esplorazione del “viaggio” intrapreso nel nostro paese e nel nostro ordinamento dal soggetto immigrato.

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E’ il rapporto che lega un soggetto ad uno Stato determinando il sorgere di diritti e di doveri che scaturiscono da tale situazione.

I diritti
La cittadinanza italiana implica:

  • L’acquisto di diritti politici (il diritto di voto alle elezioni locali e nazionali nonché il diritto di essere eletto alle cariche pubbliche).
  • Il diritto di accedere senza limitazione (previo concorso) ai posti di lavoro pubblici.
  • Il rilascio del passaporto: lo straniero che diventa cittadino ha il diritto di circolazione e soggiorno nel territorio italiano e dell’Unione Europea.
  • Il diritto di stabilirsi in Italia anche per i familiari (entro il 4° grado).

I principi
La cittadinanza si basa sui principi:

  • dello “ius sanguinis”;
  • dell’uguaglianza tra l’uomo e la donna;
  • della volontarietà per l’acquisto e la perdita;
  • della limitazione dei casi di apolidia.

Caratteristiche fondamentali

  • Abrogazione espressa di tutte le norme precedenti.
  • Ammissibilità del possesso da parte del soggetto di più cittadinanze.
  • Equiparazione di diritti indipendentemente dal sesso.
  • Abolizione degli automatismi esistenti nelle precedenti normative; i pochi rimasti sono guidati dalla volontà dell’interessato.

Le disposizioni contenute nella legge disciplinano in merito all’acquisto, la perdita ed il riacquisto della cittadinanza italiana, risultando così una normativa organica e completa.

La cittadinanza si può conseguire in via immediata: Automaticamente

  • Per nascita da genitore italiano;
  • Per nascita sul territorio italiano: in ogni caso in cui i genitori siano ignoti o apolidi o non trasmettano la propria cittadinanza al figlio secondo la legge dello Stato al quale appartengono; nel caso in cui il figlio di ignoti venga trovato sul territorio italiano;
  • Per riconoscimento di filiazione naturale, durante la minore età del figlio (nel caso in cui il figlio riconosciuto sia maggiorenne, è necessaria l’elezione di cittadinanza da parte sua entro un anno dal riconoscimento);
  • Figli minorenni conviventi di naturalizzati.
  • Per adozione (durante la minore età): se è maggiorenne può acquistare la cittadinanza per naturalizzazione dopo 5 anni di residenza.

La cittadinanza si può conseguire:

A domanda

  • Nato in Italia e residente dalla nascita (dichiarazione tra 18 e 19 anni in Comune – per tutti a prescindere dalla cittadinanza del genitore).
  • Avi italiani fino al 2° grado:
    • Svolgendo il servizio militare nelle Forze Armate Italiane (in desuetudine per effetto dell’abolizione della leva obbligatoria);
    • Assumendo un pubblico impiego alle dipendenze dello Stato, anche all’estero;
    • Risiedendo legalmente in Italia da almeno due anni al raggiungimento della maggiore età. (dichiarazione tra 18 e 19 anni in Comune).

Su richiesta

  • Per matrimonio: residenza legale in Italia per almeno sei mesi dopo il matrimonio oppure tre anni se residente all’estero (art. 5)
  • Per residenza ininterrotta nello Stato (art. 9):
    • 10 anni per i cittadini extracomunitari;
    • 5 anni apolidi – rifugiati politici – figli maggiorenni di naturalizzati – adottati in maggiore età;
    • 4 anni cittadino di un paese membro dell’Unione Europea;
    • 3 anni per i nati in Italia e per i discendenti da cittadino italiano per nascita fino al 2° grado.

Può inoltre presentare domanda lo straniero che ha assunto un pubblico impiego alle dipendenze dello Stato, anche all’estero, per almeno 5 anni.

I REQUISITI PER IL RICONOSCIMENTO DELLA CITTADINANZA

Per matrimonio con cittadino/a italiano/a

  • Residenza legale in Italia per un periodo di almeno sei mesi dopo il matrimonio oppure tre anni di matrimonio se residente all’estero;
  • Validità del matrimonio (non annullato);
  • Assenza di condanne penali nei casi indicati dalla legge;
  • Assenza di cause ostative connesse alla sicurezza nazionale.

Per naturalizzazione

  • Residenza legale ed ininterrotta sul territorio italiano per il periodo richiesto a seconda dei casi;
  • Assenza di precedenti penali;
  • Reddito sufficiente (capacità contributiva).

Documenti necessari

  • Estratto originale dell’atto di nascita del Paese di origine completo di tutte le generalità (tradotto e legalizzato dall’autorità diplomatica o consolare italiana presente nello stato di origine) nonché la paternità e la maternità del richiedente;
  • Certificato penale del Paese di origine e dei Paesi in cui si è risieduto (tradotto e legalizzato dall’autorità diplomatica o consolare italiana presente nello stato) AUTOCERTIFICABILE solo dai cittadini comunitari;

Come si perde:

Per rinuncia

  • Da parte dell’adottato maggiorenne per revoca dell’adozione non imputabile allo stesso;
  • Da parte di chi risiede all’estero e possiede un’altra cittadinanza ( rinuncia formale);
  • Al raggiungimento della maggiore età da parte di chi, in possesso di un’altra cittadinanza, ha conseguito quella italiana durante la minore età.

Automaticamente

  • In caso di revoca dell’adozione per fatto imputabile all’adottato;
  • Per non aver ottemperato al divieto del Governo di svolgere il servizio militare o un incarico pubblico presso uno Stato estero, anche durante lo stato di guerra (in quest’ultima ipotesi anche se ne ha acquistato la cittadinanza);
  • Per annullamento del matrimonio.

Come si riacquista:

Attraverso domanda

  • Svolgendo il servizio militare nelle Forze Armate Italiane;
  • Assumendo o avendo assunto un pubblico impiego alle dipendenze dello Stato anche all’estero;
  • Stabilendo entro un anno dalla dichiarazione la residenza in Italia;
  • Da parte della donna che aveva perso la cittadinanza per matrimonio contratto con cittadino straniero.

Automaticamente
Dopo un anno di residenza in Italia, salvo espressa rinuncia entro lo stesso termine (ex cittadino che aveva perduto la cittadinanza italiana).

Procedure per l’acquisizione
La domanda di acquisto della cittadinanza va indirizzata al Ministero dell’Interno e va presentata alla Prefettura della Provincia di residenza se la residenza è in Italia oppure all’autorità diplomatico-consolare italiana se la residenza è all’estero.
La nuova istanza viene presentata a mano, contestualmente viene effettuata la verifica ed il controllo della documentazione e successivamente l’inoltro per via telematica al Ministero dell’Interno. Contestualmente viene avviata l’istruttoria prevista mediante richiesta di informazioni e documenti ai seguenti interlocutori:

  • Questura: dati relativi all’ingresso e soggiorno – eventuali precedenti e pendenze penali;
  • Procura della Repubblica: carichi pendenti;
  • Comune (solo per matrimonio): estratto dai registri di matrimonio del comune italiano presso il quale è stato trascritto.

Una volta completato il fascicolo con l’acquisizione di tutta la documentazione e gli elementi informativi viene formulato il parere che potrà essere favorevole o contrario (motivato). Il parere viene inviato per via telematica al Ministero che acquisirà anche quello degli organi competenti ad esprimersi in merito all’assenza di cause ostative connesse alla sicurezza nazionale.
Dopo circa un anno viene emesso il decreto successivamente trasmesso alla Prefettura per la convocazione dell’interessato e la notifica dello stesso.
Contestualmente alla consegna del decreto vengono informati: Comune ai fini del giuramento, Ministero (per via telematica), Questura.
Una volta che il Comune informa circa la data dell’avvenuto giuramento, vi è l’inoltro al Ministero della comunicazione di tale evento e la pratica può dirsi conclusa.
Il termine di definizione del procedimento è stato determinato in 730 giorni, termine che difficilmente si riesce a rispettare, nonostante l’impegno del personale addetto, sia a causa della complessità dell’istruttoria che dell’enorme mole di arretrato venutasi a creare nel tempo.

Riconoscimento della cittadinanza italiana in base a leggi speciali
Ai sensi dell’art. 1 della legge 379/2000 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n.295 del 19/12/2000 è previsto il riconoscimento della cittadinanza italiana alle persone nate e già residenti nei territori dell’ex Impero Austro-ungarico ed ai loro discendenti , in possesso dei seguenti requisiti:

  • nascita e residenza nei territori facenti parte della provincia di Trento, Bolzano,Gorizia ed in quelli già italiani ceduti alle ex Jugoslavia in forza del Trattato di Pace di Parigi del 10/02/1947 e di Osimo del 10/11/1975
  • emigrazione all’estero prima della data del 16/07/1920
  • dichiarazione intesa ad ottenere il riconoscimento della cittadinanza italiana, da rendersi entro il 20/12/2010 davanti all’autorità diplomatico-consolare italiana se il richiedente risiede all’estero oppure davanti all’Ufficiale di stato civile del Comune se il richiedente risiede in Italia. La dichiarazione, unitamente a documentazione idonea a comprovare i requisiti di cui sopra, va trasmessa alla Commissione Interministeriale, istituita presso il Ministero dell’Interno, che esprime il proprio parere in ordine alla sussistenza dei requisiti richiesti dalla legge.

Sulla Gazzetta Ufficiale del 28/03/2006 è stata pubblicata la legge 124/06 recante “Modifiche alla legge 91/92, concernenti il riconoscimento della cittadinanza italiana ai connazionali dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia e ai loro discendenti”. La suddetta normativa prevede il riconoscimento della cittadinanza italiana ai soggetti che hanno perso il nostro status civitatis a seguito dei Trattati di Parigi del 10/02/1947 e di Osimo del 10/11/1975 nonché ai loro discendenti, in presenza dei seguenti requisiti:

nell’ipotesi in cui all’art.17 bis comma 1 lettera a) della legge 05/02/1992 n.91

  • cittadinanza italiana e residenza nei territori ceduti alla ex Jugoslavia alla data di entrata in vigore dei Trattati di Parigi e di Osimo
  • perdita della cittadinanza italiana per effetto degli anzidetti Trattati
  • appartenenza al gruppo linguistico italiano

nell’ipotesi di cui all’art. 17 bis comma 1 lettera b) della legge 05/02/1992 n.91

  • documentazione comprovante la diretta discendenza del richiedente dai soggetti di cui alla lettera a) e conoscenza della lingua e cultura italiane

L’istanza intesa ad ottenere il riconoscimento della cittadinanza italiana è presentata all’Autorità diplomatico-consolare italiana se il richiedente risiede all’estero oppure all’Ufficiale di stato civile del Comune se il richiedente risiede in Italia. In ambedue le ipotesi l’istanza, unitamente a documentazione idonea a comprovare i requisiti di cui sopra, va trasmessa alla Commissione Interministeriale, istituita presso il Ministero dell’Interno, che esprime il proprio parere in ordine alla sussistenza dei requisiti richiesti dalla legge.

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