La città si svuota per il “ponte”
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fonte:
- Corriere della Sera
Le commesse di corso Vittorio Emanuele, stremate da giorni di ressa, sono le uniche a sorridere: «In giro ci sono solo turisti, è un sabato di relax». Poche code alla cassa, parcheggio libero un po’ dappertutto, nessuna doppia fila in corso Venezia. In strada solo stranieri: quelli in vacanza e gli immigrati. I milanesi? Spariti. Sedotti dal lungo ponte e da un motto: via dalla città. Nonostante la crisi, nonostante tutto. In macchina e via, verso una meta tante volte snobbata, vituperata per i prezzi troppo cari, per la ritrosità della gente, per quegli alberghi un po’ délabrée e la strada (almeno quella che porta a Levante) che è un circuito di rally. La Liguria. Alassio, Rapallo, Sestri Levante, le Cinque Terre, Varazze, Albenga. Tutto esaurito nelle seconde case riscoperte e riaperte e negli alberghi della costa. Folla in spiaggia (nonostante le nuvole di ieri) e sulle autostrade, pienone da Camogli a Bordighera, ristoranti prenotati da giorni. Un lungo weekend al mare. In una Regione che, a dir la verità, spesso fa pagare caro le sue bellezze paesaggistiche. Bagni Walburga di Alassio: un giorno in spiaggia con ombrellone e lettino in prima fila costa 25 euro in questo periodo di bassa stagione. Ma si arriva a 40, 50 e addirittura 60 (più 3 di cabina che diventano 5, 8, 10). Andora: 26 euro. Celle Ligure: media dei 30. Sestri Levante: il Bistrò mare sulla spiaggia libera della «Baia del Silenzio» offre sdraio e ombrellone a 17 euro. Sui lidi attrezzati si arriva a 40. Il primato spetta a Portofino, secondo il Codacons la città turistica più cara d’Italia dopo Venezia: in media 240 per due notti in hotel a 4 stelle. La Liguria ai tempi della crisi. «Finora commenta Cesare Boggiano, presidente di Assobalneari Tigullio la stagione promette bene, anche grazie alle ultime giornate di sole. Con queste nuvole, però, c’è un po’ di delusione ». Quanto ai prezzi, Boggiano aggiunge: «Da qualche anno chiediamo ai nostri associati di tenerli fermi, se non per l’adeguamento Istat». Un giorno al mare: tra benzina, autostrada, pasti e spiaggia non si spende meno di cento euro. E se si dorme in albergo si sforano i duecento. «Meglio rimanere a Milano», sorridono i ragazzini che siedono sul sagrato del Duomo. «Qui in centro è tutto aperto ». Conferma Sonia Burgazzi, direttrice della Rinascente: «La nostra prossima chiusura è prevista per il giorno di Natale ».
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