16 Giugno 2007

La cinghia si rompe, Fiat condannata

L`azienda perde la causa intentata da un automobilista n Compra la macchina, la cinghia di trasmissione si rompe dopo quattro anni e decide di portare in tribunale la Fiat vincendo una causa che sembrava persa in partenza. La sentenza che in questi giorni sta facendo parlare di sé risale allo scorso 8 maggio e il suo artefice è il giudice di pace di Lodi Antonio Coviello. Nel 2001 un automobilista lodigiano ha comprato da un concessionario una macchina usata, un`Alfa Romeo 147, munita di libretto di garanzia per 12 mesi dalla data dell`acquisto e con una previsione di sostituzione della cinghia dopo 120mila chilometri oppure dopo cinque anni. Improvvisamente, dopo quattro anni dall`acquisto e dopo aver percorso 82.500 chilometri, la macchina si è bloccata e la cinghia si è rotta, costringendo il conducente a pagare 1.232 euro per ripararla.Fiat Auto, però, ha subito sottolineato che la garanzia valeva solo un anno e che in ogni caso la responsabilità era del venditore. Le ragioni dell`azienda non sono però state accolte: il proprietario della vettura, assistito dall`ufficio legale del Codacons, ha ottenuto dal giudice di pace di Lodi la condanna della Fiat al risarcimento dei danni della riparazione, oltre al risarcimento di 200 euro per danno esistenziale. Il giudice Antonio Coviello si è pronunciato sostenendo “la responsabilità del costruttore per i danni cagionati da un prodotto difettoso“, applicando così l`articolo 114 del decreto legislativo 206 del 2005; il giudice ha inoltre definito infondate le affermazioni della controparte che chiamavano in gioco le responsabilità contrattuali del venditore.“È una sentenza importante – commenta l`avvocato Marco Maria Donzelli che in questa causa ha rappresentato il consumatore -, anche se la macchina è stata acquistata presso terzi l`acquirente può sempre scegliere di citare direttamente in giudizio il costruttore, il quale deve rispondere anche dopo i 12 mesi“. L`avvocato sottolinea inoltre che la garanzia per la cinghia era di cinque anni ma si è rotta prima, per questo l`automobilista aveva ragione. E aggiunge: “Grande soddisfazione per il riconoscimento di un danno esistenziale, legato al disagio patito dal consumatore“. È stato inoltre considerato dal magistrato il mancato uso della vettura a causa del guasto.L`avvocato Donzelli non manca di lanciare una frecciatina che coinvolge un po` tutti gli italiani: “La tematica della garanzia fa fatica ad affermarsi in Italia, anche quando il telefonino appena acquistato non funziona e si sono spese 500 euro, prima si va dal venditore e poi in un altro ufficio, ma nel frattempo nessuno si chiede come si fa senza il cellulare. C`è sempre un`aria da scaricabarile e di furbizia che aleggia“.

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