16 Febbraio 2012

La Chiesa vuole le scuse Polemica per il canone

La Chiesa vuole le scuse Polemica per il canone

REAZIONI. Biasimi bipartisan dal mondo politico. L’Idv: accettare Celentano nel bene e nel male. Famiglia Cristiana e Avvenire: «Si è vendicato per le valutazioni fatte sul suo compenso». Lega, Pdl e Codacons all’attacco sull’imposta tv

 


Il palco del teatro Ariston durante la seconda serata del Festival «Ora Celentano si scusi». È questo il coro della Chiesa italiana dopo che Celentano, dal palco di Sanremo, se l’è presa con i preti che non parlano del paradiso e con Avvenire e Famiglia Cristiana, giornali «da chiudere». Il quotidiano della Cei e il settimanale dei Paolini – che avevano criticato l’importo del compenso destinato al Molleggiato – non hanno gradito. «Celentano è un finto esegeta della morale cristiana che sfrutta la tv per esercitare le sue vendette private», replica Famiglia Cristiana e il suo direttore Antonio Sciortino fa sapere che il direttore generale della Rai, Lei, si è scusata a nome dell’azienda. Duro anche Marco Tarquinio, che dirige Avvenire : «È andato in onda uno spettacolo di onnipotenza televisiva: un signore ha avuto a disposizione una platea e l’ha usata per fare quello che meglio ha ritenuto. Ma perché ha fatto una polemica così fuori misura? Perché dalla stampa cattolica è arrivata una valutazione su questo incredibile cache che gli è stato riconosciuto dalla Rai: si parla di 300-350 mila euro a serata». Anche Tv 2000, emittente dei vescovi italiani, parla di «monologo farneticante». Il vescovo di Palestrina, monsignor Sigalini, che Celentano lo conosce bene, un po’ lo bacchetta e un po’ sembra divertirsi. «A lui piace fare le prediche: ma sappiamo come è fatto, è solito a uscite così. Ma non deve pretendere di far diventare il Vangelo ciò che lui dice». Poi una piccola chicca: «Celentano chi lo ha coinvolto in Rai quando da un bel pezzo non ci lavorava più? Noi. Con il concerto organizzato a Bologna nel 1997 per il congresso eucaristico. Di fronte al Papa si esibì Bob Dylan e ci fu anche la performance di Celentano. Dopo quell’uscita ritrovò un accordo con la Rai». Curiosa l’iniziativa della diocesi di Pistoia che sul sito invita ad abbonarsi al Manifesto per salvare la testata dal fallimento. CANONE E CACHET NEL MIRINO. Anche nel mondo politico prevalgono le critiche: il governatore della Lombardia Formigoni parla di «un vecchio guru non ha più argomenti propri», il presidente dell’UdcButtiglione sostiene che «questa volta» Celentano «sbaglia completamente anche nel merito». Giorgio Merlo (Pd) esorta: «Stonano ed erano del tutto fuori luogo le pesanti contestazioni, adesso però Adriano ci regali 20 canzoni di fila». Felice Belisario (Idv) invece commenta: «Non comprendiamo tutti questi attacchi nei confronti di Celentano, un artista a tutto tondo, che va accettato nel bene e nel male». Molte le polemiche sul canone Rai. Il deputato della Lega Nord, Davide Cavallotto, attacca: «I telespettatori dovrebbero cambiare canale durante la sua esibizione e non pagare più il canone Rai per versare in beneficenza i soldi risparmiati». Osvaldo Napoli (Pdl) aggiunge: «La questione del compenso stellare percepito da Adriano Celentano per i sermoni che ci rifilerà dal palco dell’Ariston di Sanremo non può considerarsi chiusa con la decisione dell’artista di donare gli incassi delle serate». Il Codacons e l’Associazione Utenti Radiotelevisivi invece chiedono: «Bloccare il compenso a Celentano e permettere ai cittadini che coi loro soldi pagano il cachet del Molleggiato di scegliere gli enti cui devolvere i 350 mila euro a serata percepiti dal cantante».

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