La Cgil: le assicurazioni potrebbero licenziare parecchi dipendenti
La Cgil: le assicurazioni potrebbero licenziare parecchi dipendenti
ROMA. La miccia è accesa. Dopo la sentenza della Corte di Cassazione sui ricorsi contro le compagnie di assicurazione, si scatena la caccia al modulo. Intesa, la coalizione di alcune associazioni di consumatori ha fatto sapere che dai vari siti internet sono stati già scaricati almeno 50 mila moduli per fare il ricorso contro le compagnie. Ma è solo l`inizio e il numero dei ricorsi potrebbe diventare davvero molto consistente.
Si è calcolato che ci sono almeno 18 milioni di utenti che potrebbero ricorrere contro le 17 compagnie di assicurazione condannate in via definitiva dal Consiglio di Stato. Le imprese assicurative sono state costrette già a pagare una multa salata per gli aumenti impropri. Ma continuano a respingere le richieste di rimborso individuali per imboccare la strada del contenzioso legale. Ma ora la faccenda si potrebbe fare ancora più seria. Secondo le associazioni dei consumatori (Codacons, Adusbef, Federconsumatori e tante altre), le dichiarazioni tranquillizzanti dell`Ania, l`associazione nazionale delle assicurazioni, non sono servite proprio a nulla. Gli utenti che si sono visti aumentare l`assicurazione dell`auto o della moto in modo esponenziale non accetteranno compromessi. Per questo, dicono le associazioni, è necessario aprire subito un tavolo di confronto per arrivare a un compromesso che soddisfi gli utenti senza portare al collasso il sistema assicurativo. Le migliaia di ricorsi sono un fatto individuale del singolo utente, ma diventano una slavina dal punto di vista delle assicurazioni che dovranno difendersi per evitare i rimborsi. Secondo la sentenza, poi, gli utenti non dovranno sostenere neppure i costi della causa, un motivo in più per provarci, anche se poi la vittoria per l`utente non è affatto scontata. Il presidente di Adiconsum, Paolo Landi, ha voluto chiarire con nettezza questo punto, per evitare equivoci. La sentenza della Cassazione è sicuramente un «grande successo», ma non sarà facile per gli automobilisti ottenere i soldi indietro. Landi suggerisce anche qualche criterio per fare causa alla compagnia di assicurazione: la prima cosa da fare è quella di inviare una lettera con richiesta di rimborso alla compagnia con richiesta di rimborso. Passati 15 giorni senza risposta o in presenza di una risposta negativa da parte della compagnia, si può presentare il ricorso al giudice di pace, indicando una percentuale di rimborso pari al 15-20% pagato ogni anno dal 1997 al 2001. Nel presentare ricorso gli utenti dovranno allegare copia delle polizze di assicurazione e delle quietanze del premio, pagate ogni anno e per cui si chiede il rimborso. Per tutte le richieste di rimborso che non superino i 516 euro non sarà necessaria l`assistenza di un legale. E` chiaro che quelle più a rischio sono le assicurazioni già condannate (tra cui Sai, Generali, Helvetia, Lloyd Adriatico, Toro, Unipol, Axa, Ras, Fondiaria e altre). Ma tutto il sistema sarà scosso. Ne è cosciente la Cgil che chiede un intervento del governo per tutelare anche i lavoratori occupati in queste compagnie. La montagna di ricorsi potrebbe determinare una montagna di licenziamenti.
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