La Cdl all`attacco: “Altro che Capitale“
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fonte:
- Libero
Trastevere vietato al presidente degli Stati Uniti per via dei cortei No War e l`opposizione attacca: “L`idea che a un Capo di Stato in visita nella Capitale della nostra nazione non sia possibile visitare una chiesa e la sede di un`associazione sociale in un quartiere di Roma è un duro colpo per l`immagine della nostra città e dell`Italia“. Lo dice il presidente della Federazione romana di Alleanza nazionale, Gianni Alemanno. Che aggiunge: “Roma è la Capitale, la sede della città del Vaticano, del turismo e dell`accoglienza“, prosegue e non può subire una simile offesa“. Gli dà man forte il coordinatore regionale degli azzurri, Francesco Giro (il cui fratello Mario, fra l`altro, è uno dei responsabili della comunità trasteverina di Sant`Egidio). “Mi dispiace perché Roma è caduta in un degrado impressionante e mi dispiace perché so che a Sant`Egidio ci tenevano molto ad ospitare nella loro storica sede di Trastevere il presidente Bush. Ora sarà difficile se non impossibile al sindaco Veltroni continuare a dirci che Roma è una fra le città più sicure d`Europa“. Le critiche più dure, tuttavia, arrivano da Alemanno. “La tappa di Trastevere del presidente Bush non era un evento istituzionale o politico“, sbotta l`esponente di An, “ma era un incontro personale, spirituale e sociale che può essere contestato solo nella chiave di un odio di parte così radicale da negare qualsiasi forma di tolleranza e rispetto. Mi pare quindi inaccettabile che il sindaco di Roma Veltroni, che si è sempre qualificato come il garante dei valori di apertura e solidarietà della nostra città, di fronte a questa pessima figura non trovi niente di meglio che esprimere generiche preoccupazioni e fare il Ponzio Pilato“. Dunque, la realtà è che ancora una volta “la nostra città amministrata dal centrosinistra e la nostra nazione governata da Prodi si sono dimostrate prigioniere dei ricatti politici e delle violenze di piazza dell`estrema sinistra e di chi nel governo si incarica di rappresentare questi estremisti“. “A questo punto“, conclude l`esponente di An, “c`è solo da augurarsi che gli sforzi che sta facendo il prefetto Serra per mantenere l`ordine pubblico in città vengano coronati da successo, nonostante gli atteggiamenti pilateschi e complici della sinistra in Campidoglio e a palazzo Chigi“. Serra, dal canto suo, non vuole entrare in una polemica di natura politica, visto il già delicato lavoro cui è chiamato in questi giorni. Si limita a coordinare l`attività delle forze dell`ordine, di concerto con la questura e con gli altri comandi. Quel che è certo è che Serra aveva fatto tutto il possibile per assicurare, malgrado qualche ovvio disagio ai residenti, un normale svolgimento del programma romano del presidente americano. Trastevere compresa. “Nessuna blindatura, solo chiusure elastiche“, è stata sempre la linea del capo della sicurezza cittadina. Ma ieri ci si sono messi quelli dei Cobas e dei vari movimenti pseudo-pacifisti a guastare la festa. Il leader Bernocchi è andato a protestare in questura perché non gli consentivano di sfilare e alla fine qualcosa l`ha ottenuto. Ma se ci saranno armi o cappucci in mezzo al gruppo dei contestatori, allora saranno cavoli amari. Come se non bastasse, è arrivato pure il Codacons a pretendere che l`ambasciata Usa risarcisca la città di Roma che “ha dovuto affrontare spese ingenti per garantire la dovuta sicurezza“. Siamo felici che George Bush venga da noi“, ha spiegato il presidente Carlo Rienzi, “ma preghiamo il presidente di pensarci bene la prossima volta che visiterà la Capitale, così da non stravolgere una intera città attraverso i suoi cambiamenti repentini di programma“.
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