10 Gennaio 2007

La Cassazione: sosta gratis ai parcometri se le aree non regolamentate sono lontane

Palafrizzoni: “La sentenza non riguarda Bergamo“. Qualche ricaduta in provincia Il sogno di tutti gli automobilisti: parcheggiare gratis nelle mitiche strisce blu – quelle che delimitano la sosta a pagamento – se nei dintorni non ci sono spazi liberi. Ma liberi liberi, nel senso di non regolamentati: quelli dove uno arriva, lascia l`auto, se ne va e soprattutto non paga. Un sogno che le sezioni unite della Cassazione hanno tramutato in realtà, respingendo un ricorso del Comune sardo di Quartu Sant`Elena e facendo passare di fatto il principio della sosta gratis in assenza di parcheggio libero vicino. Una sentenza che farà discutere (come molte della Cassazione, del resto) ma che allo stato pratico rischia di produrre zero effetti a Bergamo e pochi in provincia. Tutto parte da un avvocato sardo che parcheggia l`auto della moglie nelle strisce blu senza pagare, beccandosi le sue brave multe. Lui fa ricorso e il giudice di Pace di Cagliari gli dà pure ragione, perché l`unico parcheggio libero predisposto era in zona lontanissima. Normale che il Comune sardo faccia ricorso in Cassazione contro la cancellazione delle multe, sorprendente il fatto che la Suprema Corte lo respinga evidenziando come “nei centri urbani gli amministratori abbiano l`obbligo di realizzare, sempre, aree di sosta libera accanto ai parcheggi a pagamento a fascia oraria“. Escluse però le Ztl, le aree pedonali e quelle di particolare rilevanza urbanistica; distinzione, quest`ultima, fondamentale. Appurato che l`area dove l`avvocato sardo parcheggiava l`auto della moglie non rientrava in nessuna delle tre tipologie e che il parcheggio libero era in effetti lontano (sarebbe interessante sapere quanto…), la Cassazione ha così respinto il ricorso del Comune di Quartu Sant`Elena aprendo una prospettiva inimmaginabile. “Una sentenza rivoluzionaria. Tradotto in soldoni vuol dire che il 50 per cento delle multe comminate nelle città è impugnabile davanti ai giudici di Pace, ovviamente se non sono scaduti i 60 giorni“, gongola il Codacons. “È finita l`epoca dei dazi feudali dei Comuni“ tuona l`Adoc, altra associazione di consumatori. In verità, gratta gratta, la sentenza rischia di provocare effetti solo in ambiti determinati e generalmente non regolamentati. Tanto per cominciare, Bergamo è fuori, assicura Massimo Chizzolini, dirigente della polizia locale: “La fattispecie della sentenza non si applica, perché le aree a sosta regolamentata sono tutte nella zona classificata di rilevante interesse urbanistico“. Diversamente qualche rischio per le casse comunali ci sarebbe, visto che nel 2006 sono state 21 mila le multe comminate per mancato pagamento della sosta. Alla fine qualche ricaduta potrebbe esserci in provincia, ma solo in quei paesi (non tantissimi) che hanno i parcometri, sempre che questi non siano nelle tre zone escluse dalla sentenza della Cassazione. E comunque in un paese il concetto di “lontananza“ assume un peso decisamente diverso rispetto a quello di una città, e le dimensioni di Quartu Sant`Elena (68 mila e rotti abitanti) sembrano più vicine a quest`ultima tipologia. “Che devo dire? A me sembra una sentenza pazzesca“, commenta Maddalena Cattaneo, assessore alla Mobilità. “Non ci riguarda, d`accordo, ma a questo punto ci manca solo che i piani della sosta li faccia la Cassazione“.

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